Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana

L’omaggio di Alitalia – Quando a Fiumicino hanno visto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendere un volo di linea per Palermo e mischiarsi agli altri passeggeri, qualcuno ha pensato che fosse uno scherzo. In un momento in cui gli attentati terroristici impongono stretti controlli e hanno alzato il livello di allerta anche in Italia, come ribadito dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, ecco che il neo capo dello Stato ha scelto la semplicità, tratto caratteristico del suo carattere, per tornare in città.

L’ha fatto comprando un biglietto del volo Alitalia. Anche la compagnia è rimasta sorpresa, ma subito dopo ha twittato un caloroso saluto al presidente Mattarella:

«Un passeggero normale, una persona speciale. Buon viaggio Presidente»

A chi viaggia spesso sarà successo di incontrare, soprattutto in treno, qualche politico o personaggio noto. Passano nei corridoi, magari si siedono vicino al posto che ci hanno assegnato. Però avere al proprio fianco la prima carica dello Stato non è usuale.

La comunicazione dei gesti – Nel suo editoriale domenicale sulla “Repubblica” Eugenio Scalfari aveva paragonato l’elezione di Sergio Mattarella a quella nella Chiesa cattolica di Papa Francesco. Due persone con grande autorità morale pronte a ripulire dei contesti che negli ultimi decenni non hanno brillato per limpidezza ed eticità. Il gesto del capo dello Stato, dopo la visita alle Fosse Ardeatine, di tornare a Palermo come un cittadino qualunque è la conferma di quello che aveva scritto il fondatore della “Repubblica”. A prima vista il presidente potrebbe apparire impacciato e timido nel comunicare con gli altri, ma i gesti avranno un peso decisivo durante tutto il settennato. Un assaggio della forza comunicativa e gestuale del presidente Mattarella l’abbiamo avuta proprio a Fiumicino. Atterrato in Sicilia, all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo, Mattarella si è subito recato in visita al cimitero di Castellammare del Golfo (Trapani) dove riposano la moglie Marisa, morta tre anni fa, e il fratello Piersanti, ucciso dalla mafia.

Un altro bimbo morto – L’isola del Mediterraneo aveva bisogno di un gesto del genere, soprattutto dopo gli scandali degli ultimi giorni legati al mondo della sanità locale. Dopo la morte della neonata di Catania che in ambulanza, per mancanza di posti nei tre ospedali catanesi, stava cercando di raggiungere Ragusa, ecco che a Trapani un altro bambino è morto in un contesto destinato a fare discutere. Un bimbo di 23 mesi, Daniel Cesanello di Guarrato (frazione di Trapani) è morto venerdì notte nel reparto di Pediatria dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, dove si trovava ricoverato da cinque ore. Il piccolo è spirato in seguito a dei sintomi che non stati compresi dai medici che l’hanno visitato. Tutto è iniziato con una febbre molto alta. Daniel viene ricoverato al reparto di Pediatria, viene visitato e gli viene diagnosticata una forma influenzale. Prima di essere dimesso gli somministrano una tachipirina. Il bimbo con i genitori torna a casa, ma la situazione inizia a precipitare. Daniel non migliora e attorno alle 20 di sera i genitori chiamano il medico di famiglia al quale dicono che, oltre alla febbre, al bimbo sono comparse delle macchie sul petto. Secondo il medico potrebbe trattarsi di rosolia. Però Daniel viene colto dalle convulsioni e i genitori preoccupati decidono di tornare in ospedale. Qui si ripete il percorso precedente: pronto soccorso e ricovero in Pediatria ed è proprio qui che Daniel muore. Una vicenda enigmatica, considerando che il bimbo la sera prima stava bene. Intanto l’Asp di Trapani ha ipotizzato che potrebbe trattarsi di un caso di meningite.

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