Nell’incontro palermitano dal titolo “Sblocca Italia per sbloccare la Sicilia”, organizzato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, dall’Autorità portuale di Palermo e dall’Ordine degli Ingegneri, era presente anche il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, il quale ha concluso i lavori con una riflessione da tenere in considerazione nel contesto del tema dei trasporti che negli ultimi giorni è al centro dell’attenzione dei siciliani, soprattutto nella zona orientale dell’isola. Secondo il segretario del Partito Socialista l’impegno del governo in Sicilia è evidente. Sono previsti quasi 11 miliardi di euro di investimenti, ovvero lo stanziamento più grande fatto in Italia.

«Non abbiamo abbondanza di fondi, quindi siamo obbligati a fare delle scelte precise – ha sottolineato il viceministro Nencini. Le piccole misure non sono competitive nel mondo globalizzato, per questa ragione serve progettualità e servono scelte strategiche. Tra Sblocca Italia e legge di stabilità, contratto di servizio con le Ferrovie e Anas, per tutto il comparto logistico e dei trasporti per la Sicilia sono previsti tra i 10 e mezzo e gli 11 e mezzo miliardi di euro.

I fondi impegnati la dicono lunga sull’impegno del Governo in Sicilia: è lo stanziamento più grosso fatto in Italia, insieme ad altre due Regioni. Sono risorse impegnate per l’alta velocità, sulla linea Palermo-Messina-Catania, sul porto di Palermo, per opere Anas e opere negli aeroporti. Si tratta, in larga parte, di cifre già stanziate, altre in parte sono opere in progettazione, altre attendono finanziamenti che sono inseriti nello Sblocca Italia e spero possano arrivare entro maggio prossimo. È il caso della metropolitana di Palermo e la Circumetnea di Catania che sono opere prioritarie.  Andranno sicuramente incentivati i rapporti con i privati»

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