Nella regione dove fioccano le iniziative per promuovere una cultura della legalità, c’è da segnalare l’impegno di molte carceri a riabilitare i detenuti. Per chi sta pagando o ha pagato per ciò che ha commesso, il carcere si trasforma in un luogo di formazione e quindi di reinserimento nella società. A rivelarlo è stato il “Sole 24 ore”, che ha sottolineato come giorno 26 gennaio a Siracusa è stato inaugurato un giardino botanico di circa 3.000 metri quadrati intitolato al giornalista siracusano del “Giornale di Sicilia” Mario Francese, ucciso 36 anni fa da Cosa nostra. L’iniziativa è stata promossa dal sindaco Giancarlo Garozzo. «Il giardino botanico “Mario Francese”, approvato dalla soprintendenza ai beni culturali e ambientali, riqualifica una vasta area attorno alla biglietteria del parco archeologico, un passaggio obbligato per i turisti italiani e stranieri. Sono state impiantate, oltre al prato, più di 40 specie fra arbusti, piante erbacee perenni, stagionali, rampicanti, officinali e aromatiche. Inoltre, è in fase di completamento una vasca per le piante acquatiche». La città siciliana ha anticipato il capoluogo siciliano, dove ancora non è stato realizzato nessun parco della memoria.

A Siracusa, senza ombra di dubbio, c’è stata l’iniziativa più evidente e significativa. Però sono diverse le attività avviate per promuovere una nuova cultura siciliana. Ad Altavilla Milicia (Palermo) il 24 novembre, nel centro culturale polivalente “Cambio rotta”, bene confiscato alla mafia, sono partiti i corsi della Scuola di cucina del Mediterraneo. Poi c’è stato il caso dei 17 detenuti del carcere minorile di Bicocca (Catania), i quali hanno cominciato nell’Ente scuole edile un corso di formazione tecnico-pratico per effettuare interventi di riqualificazione nel quartiere di San Berillo Vecchio. L’iniziativa, resa possibile da un protocollo d’intesa firmato poche settimane prima da Comune, Ente scuola edile ed Accademia di Belle arti, rientra nell’ambito di un piano, approvato dal ministero della Giustizia, di reinserimento sociale di giovani che hanno subìto una condanna penale e sono detenuti o in regime di semilibertà. Un’iniziativa che ha inorgoglito il sindaco di Catania, Enzo Bianco: «Un momento di straordinaria importanza per Catania perché con questo intervento coniughiamo il recupero di energie giovanili, che vanno canalizzate nelle legalità e nel vivere civile, con i concreti interventi di ripristino di un quartiere storico di particolare rilevanza che da decenni attende di essere valorizzato».

Anche a Enna si è lavorato per formare i giovani detenuti. Trenta reclusi del carcere di Enna hanno partecipato ad un corso di “addetto alimentarista” organizzato per il secondo anno consecutivo nella struttura dalla Confartigianato. Il corso è stato organizzato in collaborazione con l’associazione Spiragli, che da anni collabora con il carcere di Enna. «Il corso è stato rivolto agli addetti alla manipolazione degli alimenti, cioè a tutti coloro che hanno a che fare con cibi e bevande e nello specifico ai detenuti impegnati nella casa circondariale come cuoco, aiuto cuoco e inserviente di cucina, che subiscono spesso una rotazione».

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