«Consideriamo assolutamente ingiusta questa imposta e insostenibile l’aggravio tributario sui terreni agricoltori così come formulato, anche dopo la modifica apportata con il decreto legge n. 4 del 24 gennaio 2015. Con gli attuali criteri di esenzioni previste vengono penalizzate le imprese familiari e tutte le iniziative finalizzate al ricambio generazionale (quando il genitore concede in affitto o in comodato il proprio terreno agricolo ai figli affinché proseguano l’attività agricola), per non parlare dei casi in cui a condurre i terreni agricoli sono i pensionati che percepiscono 500 euro al mese e sono costretti a pagare migliaia di euro di Imu. Inoltre, l’esclusione dei terreni ubicati in comuni parzialmente montani dalla possibilità di beneficiare dell’esenzione Imu, è stata fatta con criteri poco chiari e comporta una insopportabile discriminazione.

Nel ritenere il settore agricolo uno dei settori portanti dell’economia presente e futura, al momento soffocato da una gravissima crisi (diminuiti i consumi, diminuita notevolmente la produzione, prezzi stracciati), SEL è vicina e partecipa alla mobilitazione degli agricoltori, che esplicano un’attività di primaria importanza quale la produzione degli alimenti e il presidio e la salvaguardia dei territori, condividendone le forti preoccupazioni e i motivi della protesta.  La Federazione catanese a tal proposito sta organizzando incontri nei territori con l’on. Franco Bordo, membro della Commissione Agricoltura alla Camera, a partire dal 26 febbraio da Palagonia. L’interesse a che il settore agricolo non sia penalizzato ulteriormente ha portato Loredana De Petris, senatrice di SEL e capogruppo del Misto a Palazzo Madama, ha depositare nelle scorse ore in Commissione Finanze una serie di emendamenti al decreto legge sull’IMU agricola, attualmente all’esame del Senato in prima lettura.  Chiediamo al Governo – dice De Petris – di rimediare al pasticcio compiuto con un atto di buon senso: abolire questa imposta sull’agricoltura che colpisce un settore già in evidente stato di crisi».

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