La litania di agosto – Nella tradizione siciliana sono diverse le litanie che accompagnano il credo religioso. Interminabili preghiere che si ripetono con una frequenza da far venire il sonno. Ecco, anche la politica della Trinacria ha le sue “tradizioni”, le litanie che di volta in volta, a distanza di qualche mese, vengono pronunciate dal politicante di turno per apparire diversi da un altro collega politico e dalle decisioni che ha assunto. È il caso del segretario del Partito Democratico della Sicilia, Fausto Raciti, che nell’ultimo anno si era lasciato andare a precise dichiarazioni, pardon litanie, nei confronti del governatore Rosario Crocetta, ma in seguito ogni “frattura” si era ricomposta. Era il 30 agosto 2014 quando l’ex segretario dei Giovani Democratici affermava: «Da oggi non è più possibile fare finta di nulla, il presidente della Regione ha cercato, in maniera spregiudicata, di fare una delegittimazione di carattere morale di alcune personalità della lista del Pd. I risultati dicono come è andata questa partita, e lo dicono con estrema chiarezza. Quello che mi sta a cuore è che noi abbiamo la necessità che Crocetta indichi che conseguenze trae dal voto sul suo governo, che direzione di marcia intende prendere, è un diritto del Pd saperlo con chiarezza».

La litania di settembre – Il 16 settembre viene lanciata un’altra litania e l’argomento, ovviamente, è sempre lo stesso: «Da oggi i destini del partito e del governatore si separano. Renzi? La direzione nazionale è stata informata. La nostra gente non ce la fa più. Se qualche dirigente democratico intende proseguire dovrà dirlo pubblicamente”. Raciti considera fallimentare il Crocetta-bis e i metodi utilizzati dal Presidente per denigrare chi lo critica: “L’ultimo caso, quello che ha riguardato l’assessore Sgarlata è solo la puntata più recente di una guerra di corte, combattuta a suon di dossier, di denunce. Questo è in realtà il governo degli eterni rimpasti. Vorrei ricordare che quello che succede oggi alla Sgarlata è già successo a Marino. Non c’è una discussione politica a viso aperto, nella quale è possibile riconoscersi. Si tira il fango in faccia, si compilano i dossier, si umilia l’interlocutore. E ciò dà la cifra esatta della qualità scadente del Crocetta-bis. Un governo che si è eroso in violentissime lotte intestine che hanno messo a nudo l’evidente incapacità di governare la Sicilia». Come un prete che pronuncia con regolarità «ora pro nobis», Fausto Raciti continua a ripetere «Da oggi» Crocetta è incapace di governare la Sicilia e sinonimi vari.

La litania di febbraio in attesa della “Pasqua” – Dopo la formazione della nuova giunta regionale, con il via libera dato anche dal segretario democratico Fausto Raciti, sembrava filasse tutto liscio. Nessuna litania veniva pronunciata, almeno fino a qualche giorno fa. Una tradizione che affonda le radici nel tempo, del resto, non poteva passare da un mese all’altro. Non si fa certo impressionare dalla “rivoluzione” paventata dal governatore siciliano e dai cambiamenti sostenuti dallo stesso Raciti. Così sul Crocetta ter e sul ruolo del Pd nel mettere in piedi questo nuovo governo regionale, la litania del segretario del Pd si è ripetuta in tutta la sua disarmante tradizione: «Il tempo è scaduto. Lo dice il bilancio della Regione. O rilanciamo subito o questa esperienza non sarà più recuperabile. Occorre un piano dei rifiuti che ci tolga da questa situazione imbarazzante, rilanciare le opportunità consentite dalla programmazione europea, fare un patto con lo Stato su basi di confronto e completare la riforma delle Province prima possibile. Ci giochiamo la faccia noi ed il governo. Ce la giochiamo tutti». E possiamo solo immaginare cosa accadrà durante il periodo “pasquale”. «Ora pro nobis…»

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