La lunga e logorante crisi economica che ci trasciniamo dal 2008 ha ormai i suoi sin troppo evidenti effetti sul territorio italiano e come si può notare dai dati degli Istituti di ricerca, la situazione peggiore è quella della Sicilia. Nessuna sorpresa, dunque, se la povertà e la crisi della classe media (vera vittima della depressione economica) sia drammaticamente evidente nelle città e nei paesi siciliani. La crisi economica si riflette nella perdita del lavoro per cittadini di ogni età. Una mancanza che ha delle immediate conseguenze sulle loro famiglie. Difficoltà a mantenere i figli a scuola, problemi nel pagare tasse, bollette e mutui delle case. E proprio sul bene immobile della casa che, durante questi anni, si sono ascoltate e lette storie impietose di famiglie costrette ad abbandonare il tetto sotto cui vivevano da anni, il Consiglio comunale della città di Taormina ha deciso di votare all’unanimità la mozione presentata dal gruppo “Intesa Democratica”.

I consiglieri comunali, Carmelo Leonardi e Salvatore Abbate, hanno chiesto al sindaco e alla giunta di intraprendere tutte le azioni di pressione nei confronti degli organi di governo nazionale per sensibilizzare le problematiche inerenti l’espropriazione della prima casa, in cui versano molti cittadini residenti nel territorio comunale. Considerato che «il sistema delle appropriazioni immobiliari appare in contrasto con qualsiasi norma di buonsenso e legalità, in quanto le indagini condotte da molte Procure hanno negli anni dimostrato come le aste pubbliche siano frequentate, oltre che da speculatori privi di scrupoli mossi dall’intento di lucrare sui danni altrui, anche e soprattutto da personaggi e prestanome della criminalità organizzata», e tenendo in considerazione l’approvazione da parte dell’Ars della legge “Disposizioni in tema di impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili strumentali all’esercizio di imprese, arti e profesCasaCasasioni e di riforma del sistema di riscossione esattoriale”, «la quale da concretamente una soluzione alle problematiche sopra esposte; spetta ora al Governo nazionale farsi carico di darle seguito e rispondere così alle richieste di aiuto, non più ignorabili, dei propri cittadini».

Dunque si è chiesto al sindaco e a tutto il Consiglio comunale di sollecitare le autorità preposte per «dar seguito al disegno di legge della regione Sicilia sull’impignorabilità della prima casa e sollecitare i mezzi di comunicazione locali per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche sottese».

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