Dopo l’incontro “Lettere e memorie di viaggiatori colti inglesi in Sicilia. La Royal Society e il Grand Tour” tenuto dalla prof.ssa Manuela D’Amore, docente di letteratura inglese del dipartimento di Scienze umanistiche, continua il ciclo di incontri e seminari dal titolo “Il mondo in Sicilia tra andata e ritorno” organizzati dalla Società Dante Alighieri, Comitato di Catania. Anche il secondo appuntamento si svolge nella prestigiosa sede del Monastero dei Benedettini di Catania, oggi (mercoledì 11 febbraio) stavolta il relatore è il professore ordinario di Letteratura italiana nel Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania e direttore letterario della Fondazione Leonardo Sciascia, Antonio Di Grado. Il tema è “Dal commissario Maigret all’ispettore Rogas”, un tema che il professore-scrittore ha sviluppato nella sua ultima opera, edita da Bonanno, “Un cruciverba italofrancobelga”. Come spiega Di Grado stesso: «L’assolata e desolata Sicilia di Sciascia, la tetra provincia francese dello scrittore d’oltralpe, Simenon s’intersecano con la narrativa. E tra questi mondi così lontani ma per certi versi affini l’università di Liegi, città natale di Simenon, e la Fondazione Sciascia di Racalmuto recentemente hanno gettato un ponte: a dicembre si è tenuto infatti un convegno sui due scrittori a Liegi, nel castello di Colonster dove è conservato il Fondo Simenon».

Nel libro di Di Grado vi è un terzo scrittore d’oltralpe di gialli, Bernanos, conosciuto però più per il suo curato di campagna. Cosa hanno in comune un laico, razionalista, siciliano come Sciascia, con un scrittore francese cattolico come Bernanos e un belga di lingua francese libertino, e filofascista, come Simenon? Il professore Di Grado lo spiega “la fede è una costante tentazione del laico Sciascia, che si arresta rispettoso dinanzi al “cancello della preghiera”; il libero pensiero e la vocazione al dissenso sono familiari pure al credente Bernanos; infine Simenon condivide coi primi due una radicale estraneità, che mi piace definire anarchica, nei confronti di ideologie, istituzioni, norme e convenzioni della società costituita. Analizziamo dunque i gialli dei tre scrittori presi in considerazione in questo breve e intenso saggio: il giallo di Sciascia è inquietante, sfugge da ogni tipologia, e nonostante alcuni tratti caratteristici come il delitto, l’indagine e lo smascheramento del colpevole è abbastanza lontano dalla tradizione del romanzo poliziesco.

Americo Rogas, protagonista di “Il Contesto” pur assomigliando al modello dell’investigatore del giallo classico è un outsider e un uomo che combatte contro le ingiustizie, la mafia, le violenze in nome della verità e per questo viene ucciso. I gialli di Simenon, ruotano intorno al loro protagonista assoluto, il commissario Maigret, uomo chiuso, e a volte anche scontroso, che si compenetra nell’animo altrui per capire il perché di certi comportamenti e che non li giudica mai neanche quando questi sono criminali. Il giallo di Bernanos “Un delitto” (1935) e un bellissimo romanzo che sfugge al genere, l’autore, infatti, è più interessato ad analizzare i personaggi psicologicamente e a descrivere la tensione e la fascinazione che crea il male. In questo saggio tascabile “Un cruciverba italofrancobelga” Antonio Di Grado riesce perfettamente e sapientemente a ricostruire i legami letterari che legano i tre scrittori, tre grandi intellettuali del loro tempo che come un cruciverba si sono toccati, intersecati, trovando una corrispondenza d’amorosi sensi.

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