Italo Mennella: «Al tavolo dell’Osservatorio fu detto che per il Carnevale serviva una cifra intorno ai 100 mila euro» – Come preannunciato qualche settimana fa, durante il Carnevale di Taormina si organizzeranno alcuni momenti di divertimento per i più piccoli. Nella logica di festività a costo zero si è scelto di fare un sacrificio per i bambini. A confermarlo è stato il vicesindaco e assessore al Turismo, Ivan Gioia, il quale ha sottolineato che il programma per il “Carnevale dei bambini” a Taormina si svolgerà giovedì 12, sabato 14 e Martedì 17 dalle ore 15:00 alle ore 20:00. Il programma prevede sfilate dei personaggi in maschera, giochi e animazione ed esibizioni delle scuole di danza e ballo. Nel comunicato stampa diramato dall’assessore si parla di lamentele e critiche che ogni anno anticipano la festa, ma «la scelta di quest’anno è stata quella di garantire qualche giornata di divertimento e intrattenimento ai bambini della città». Il vicesindaco si è soffermato anche sul dibattito che si è creato in città sulla qualità che dovrebbe camminare di pari passo con Taormina e gli eventi organizzati: «L’attenzione richiamata, di recente sui giornali, dall’Associazione Albergatori sul livello e sulla qualità che devono riguardare gli eventi di Taormina è condivisa e sottoscritta, tanto che rientra nelle motivazioni che hanno portato alla scelta di non fare il Carnevale quest’anno. Con la consapevolezza di non poter garantire un cartellone degno del nome di Taormina, l’Amministrazione ha preferito una scelta semplice pensando principalmente ai bambini, una scelta coerente con i tempi e le difficoltà dai più sempre richiamate». Non si è fatta attendere la replica di Italo Mennella, presidente dell’Associazione albergatori di Taormina, che ha sottolineato come loro non hanno rilasciato alcuna dichiarazione sul Carnevale e ha rivelato un particolare interessante: «Al tavolo dell’Osservatorio fu detto che per il Carnevale serviva una cifra intorno ai 100 mila euro e noi ci ribellammo a una decisione del genere, perché era una cifra esosa. Quei soldi sarebbero serviti per mettere in piedi Disneyland e non un Carnevale. All’epoca l’assessore al Turismo era Salvo Cilona e se fossero stati stilati i verbali delle riunioni si sarebbero potuti verificare simili particolari».

Ivan Gioia: «Provocatorio l’interrogativo a proposito dei proventi della Tassa di soggiorno» – Al di là del Carnevale e degli eventi organizzati, Ivan Gioia ha riaperto la discussione sulla tassa di soggiorno e considera “provocatorio” l’interrogativo posto dagli albergatori su dove va a finire questa imposta: «Alla luce di ciò, risulta provocatorio l’interrogativo posto dagli Albergatori a proposito dei proventi della Tassa di soggiorno; fermo restando che si sta monitorando quotidianamente il percorso di tale tassa di soggiorno e pare opportuno richiamare l’attenzione sul parere negativo che, appena un anno fa e proprio durante i preparativi del Carnevale 2014, l’Osservatorio permanente, composto anche delle rappresentanze delle Associazioni di categoria, ha dato affermando con forza che i proventi derivanti dalla tassa di Soggiorno non debbano essere utilizzati per finanziare eventi come il Carnevale». Anche in questo caso il presidente Italo Mennella ha ribadito quello che aveva affermato il 5 dicembre 2014: «Con il comitato che era stato costituito, noi albergatori avevamo buone intenzioni. Questa tassa di soggiorno è stata istituita per aiutare le città a spendere i soldi e investirli per il turismo. […] Sta di fatto che era stata creata per migliorare i servizi e l’offerta alberghiera. Una parte della tassa di soggiorno andrebbe indirizzata agli alberghi, se ammodernano la struttura turistica. La legge dice questo, ma purtroppo tutto è passato in secondo piano. Qualche comune come Palermo, per esempio, concede il 20 per cento della tassa di soggiorno agli alberghi se presentano qualche progetto o qualsiasi cosa che migliori il prodotto. Il resto dovrebbe essere spesa per il turista, ad esempio in attività di intrattenimento e comunicazione. È tutto scritto nella delibera del Consiglio comunale. I motivi per i quali fu istituita la tassa di soggiorno stanno lì».

Associazione imprenditori per Taormina: «Si trattava di una proposta che non era stata ufficializzata, perché non c’era stato alcun dialogo con l’amministrazione comunale» – L’ultima dichiarazione il vicesindaco la dedica all’Associazione imprenditori per Taormina sulla vicenda di eventuali finanziamenti messi a disposizione dagli imprenditori taorminesi per il Carnevale: «Infine dispiace dover apprendere solo dai giornali la disponibilità dell’Associazione Imprenditori per Taormina che ha annunciato, contestualmente alle dichiarazioni degli Albergatori, di aver messo a disposizione delle somme per premiare i carri allegorici. Sarebbe stato auspicabile un confronto con l’Amministrazione e gradito ogni tentativo di collaborazione. Tutto è pronto comunque per permettere ai bambini di trascorrere qualche pomeriggio di allegria secondo il programma che già da qualche giorno si sta pubblicizzando in tutte le scuole del comprensorio». Ma non si è compreso quale mezzo di informazione abbia diffuso una simile notizia, che a quanto pare non ha trovato conferme nell’associazione imprenditori della perla dello Jonio: «Si trattava di una proposta che non era stata ufficializzata, perché non c’era stato alcun dialogo con l’amministrazione comunale e stasera, a tal proposito, ci sarà un direttivo dell’Associazione Imprenditori per Taormina in cui si affronterà anche questo argomento.

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