Quando Crocetta parlava di rivoluzione siciliana – Nella campagna elettorale che l’ha portato alla vittoria, Rosario Crocetta girava per la Sicilia con i santini con su scritto “rivoluzione siciliana”. Il governatore, come ha ribadito diverse volte, ama distribuire in prima persona materiale elettorale e chiacchierare con gli elettori. Così è capitato di vederlo in un bar o in una delle piazze della Sicilia. Il presidente Crocetta non si risparmia e durante i comizi parlava di cambiamenti epocali per l’isola e si assumeva la responsabilità di cambiare il modus operandi sul territorio. Sembra sia trascorsa un’era geologica, invece è passato soltanto qualche anno. Dalla rivoluzione siamo passati alla restaurazione, dalla primavera siciliana ci siamo trovati in un inverno freddo. E non dipende solo dalle temperature che in questi giorni condizionano la Sicilia. Quando si parlava di “primavere arabe”, infatti, c’era un grande fermento e si sperava che anche le zone mediorientali e nordafricane potessero abbracciare la democrazia. In realtà è accaduto l’esatto contrario, a causa dell’avanzare del fondamentalismo islamico.

Sami Ben Abdelaali, un curriculum da tenere nascosto – Un fenomeno che preoccupa tutto il mondo occidentale. Un’ideologia medievale che non deve far rimpiangere le dittature precedenti e soprattutto non dovrebbe riabilitare gli esponenti di quei regimi che con la democrazia e la libertà non avevano nulla a che vedere. A quanto pare non la pensa a questo modo il governatore Rosario Crocetta, che ha deciso di far coordinare la partecipazione della Sicilia all’Expo a un ex esponente della dittatura tunisina di Ben Alì. Si tratta di Sami Ben Abdelaali, consigliere diplomatico del presidente e molto amico dell’ex ministro Giampiero D’Alia. Sami Ben Abdelaali, prima di avvicinarsi alle istituzioni siciliane, era console della Tunisia in Sicilia, senatore e componente del comitato centrale del Raggruppamento costituzionale democratico, il partito del dittatore Ben Alì. Venne messo da parte dalla rivoluzione tunisina e condannato a 90 anni di carcere per i crimini commessi dal governo di cui faceva parte.

Proteste nei palazzi della politica – Si tratta di un personaggio controverso e la rivista “Limes”, qualche mese fa, gli aveva dedicato un articolo in cui lo considerava come uomo vicino a Ben Aje, nome d’arte di Abdelhakim Belhjadi, fondatore del Gruppo islamista combattente libico. «Ha speso la metà dei suoi 47 anni a combattere ed è uno dei fondatori del Gicl, il Gruppo islamista combattente libico. In fuga dalla Libia, dal 1988 al 1992 la sua milizia ultra radicale si unisce ai mujahidin afghani guidati da Osama Bin Laden». Poco importa, almeno per Rosario Crocetta, e Sami Ben Abdelaali ha dichiarato che lui sarà commissario all’Expo per «evitare brutte figure». Certo, con lui la Sicilia brillerà per competenza e limpidezza. Non c’è che dire. Intanto il presidente Crocetta per spegnere la polemica ha dichiarato: «Il coordinamento dell’Expo è dell’assessore Lina Vancheri, che ha seguito bene tale attività. Il dottor Sami Ben Abdelaali, dunque, che è italianissimo e si è occupato da sempre di internazionalizzazione, non è una sorta di commissario dell’Expo, ma il tecnico della presidenza della Regione che segue per il presidente tale attività così come avviene negli assessorati». Il presidente prova a gettare acqua sul fuoco, ma la polemica divampa nei palazzi della politica siciliana.

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