Ci sono scrittori che hanno una abilità unica che è quella di saper leggere così attentamente e bene la storia da prevedere meglio di altri cosa accadrà. Abilità questa che Leonardo Sciascia ha dimostrato di possedere e per questo ha diviso i suoi lettori in maniera netta: Sciascia si ama o si odia. Ma c’è un’altra grande scrittrice che ha diviso il suo pubblico proprio con questa stessa attitudine, che possiamo chiamare spiccata lungimiranza, bravura e attenzione nel leggere la Storia, analizzarla lucidamente e trarne le previsioni e che per questo anche lei è stata molto amata o molto odiata, Oriana Fallaci. Premetto che Sciascia è il mio autore preferito e che la Fallaci mi ha colpito profondamente nel lontano 1975, quando ragazzina adolescente ho letto “Lettera a un bambino mai nato”, così profondamente che ho messo in discussione molte delle certezze che avevo e che la mia educazione mi aveva inculcato.

Ora incontro di nuovo, non direttamente, ma leggendo un breve saggio “Le ragioni di Oriana, A ogni azione dell’Isis corrisponde un “te l’avevo detto” della Fallaci” di Valerio Morabito, giovane giornalista e scrittore, saggio edito in formato ebook da Contanima e scaricabile gratuitamente. Saggio che consiglio caldamente e non perché la penso come il giovane scrittore, a cui devo dare atto di avere il coraggio in una società imbavagliata e plastifica di sostenere delle idee non sempre comode e di prendere delle posizioni personali e fuori dagli schemi, e di portarle avanti in maniera combattiva, ma perché molte delle tesi esposte in quest’impeccabile saggio sono vere, ahimè, sono giuste. Vero è affermare che Oriana Fallaci donna combattiva, che odiava ogni tipo di ipocrisie, avrebbe criticato e anche aspramente la contraddizione di avere accanto a sé, – perché ha ragione Valerio quando scrive che la Fallaci sarebbe stata in prima fila l’11 gennaio di quest’anno a Parigi in quella pacifica e fortemente simbolica manifestazione -, la contrapposizione di avere accanto a sé, dicevo, Ministri degli Esteri e Premier che nei loro paesi hanno comportamenti poco democratici.

Oriana Fallaci, infatti, era una donna di principi. Una giornalista prima e scrittrice dopo che “scriveva seguendo sempre la sua coscienza”. “Giusto è affermare che “l’Italia e l’Europa hanno smarrito i loro valori” e che hanno un atteggiamento alquanto ambiguo, debole e confuso verso gli Islamici, io aggiungerei anche verso i Buddisti, gli Induisti e verso molte delle grandi religioni nel mondo. Oriana Fallaci in tempi non sospetti ha detto che stavamo andando verso l’islamizzazione del mondo e che la pretesa di alcune associazioni islamiche di dover rispettare in Europa non le leggi europee ma la sharia islamica era assurda. C’è una tesi portata avanti nel saggio di Morabito, però, che ora come allora nel 2001, quando furono pubblicati i pensieri della Fallaci riguardo i fatti dell’ 11 settembre, non mi convince; l’Islam non può tout court essere accomunato con l’Isis, Al Qaeda e i Jihadisti come allo stesso modo il cristianesimo non può essere mischiato solo con le Crociate, l’Inquisizione o i Testimoni di Geova. «In verità, come ha sottolineato Oriana Fallaci, l’Islam non ha mai avuto il Rinascimento e non conosce il senso della parola democrazia», ma  la storia dimostra che nella storia non c’è sempre una correlazione diretta e precisa tra causa ed effetto. Un’altra riflessione va fatta e con attenzione sulla questione medio-orientale, ammettendo che Israele è l’unico Stato democratico di quella zona, come può questo collegarsi al totale controllo dell’entrata e uscita delle merci e delle persone, dello spazio aereo, marittimo, delle risorse idriche, energetiche e persino dell’anagrafe da parte dell’autorità civile e militare di Israele verso le terre che appartengono ai palestinesi secondo i decreti della legalità internazionale. Il saggio di Valerio Morabito “Le ragioni di Oriana, A ogni azione dell’Isis corrisponde un “te l’avevo detto” della Fallaci”, scuote animi e coscienze in un linguaggio semplice, incisivo e diretto che non mancherà di colpire il lettore.

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