Salvini si gioca la carta meridionale – Matteo Salvini arriva a Palermo e inizia ufficialmente la sua campagna elettorale per le elezioni amministrative di maggio. I suoi fans si sono organizzati da tutta la Sicilia per ascoltare il loro punto di riferimento politico, mentre il capoluogo siciliano è stato tappezzato da manifesti anti-Salvini in cui, in concomitanza con l’evento leghista per presentare il nuovo soggetto politico “Noi con Salvini”, è stata organizzata la “Giornata dell’orgoglio terrone”: «Salvini…Palermo non perdona», si legge sui manifesti affissi per le vie cittadine. La protesta avrà luogo davanti l’Hotel delle Palme di via Roma, proprio nell’albergo in cui Salvini inaugurerà la campagna elettorale. Saranno presenti tutti i vertici del partito, con a capo Angelo Attaguile, ex Pdl ed ex Mpa. Tra i salviniani dell’ultima ora ci sono ex cuffariani, ex forzisti ed esponenti di Forza Nuova, Casa Pound e tutta la galassia neofascista dell’isola. Già da questo punto di vista le novità di Matteo Salvini non sono molte e se al nord sembra non avere più un certo appeal, il politico lombardo prova a crearsi un bacino di voti al sud.

L’odio leghista verso il sud – La Sicilia, a quanto pare, dovrebbe essere il suo grande punto di riferimento. Eppure, in questo ventennio, le parole di Salvini verso l’isola e in generale il meridione non sono state concilianti, per utilizzare un generoso eufemismo. La carrellata di citazioni inizia con la canzoncina intonata da Salvini contro i napoletani: «Senti che puzza scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani o colerosi terremotati con il sapone non vi siete mai lavati…Napoli merda», oppure quando proponeva a Milano la distinzione tra cittadini milanesi e tutto il resto: «Carrozze metro solo per milanesi». E poi c’è la massima contro gli insegnanti del sud: «Bloccare l’esodo degli insegnanti precari meridionali al Nord». Nel nuovo partito di Salvini, oltre i riciclati della vecchia politica ci sono anche i vari Borghezio, Calderoli, Gentilini a Zaia. E anche questi politici leghisti, che adesso cercano voti al sud, nel recente passato si sono espressi con toni offensivi verso la Sicilia e le altre regioni meridionali. «Noi siamo Celti e Longobardi! Non siamo merdaccia Levantina e Mediterranea. Noi siamo Padani!», «Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud», sono le “profonde” citazioni di Mario Borghezio.

A Gela il candidato sindaco è il fondatore del meet up locale del M5s – Nella carrellata delle citazioni non poteva mancare Leonardo Muraro, presidente leghista della provincia di Treviso, che aveva affermato: «E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe». Insomma, se al nord, da Milano a Venezia passando per Brescia e Torino, le cittadine e i cittadini sembrano essersi stancati di votare Lega e il soggetto politico nazionalista di Matteo Salvini non fa presa sulla popolazione, la salvezza dell’europarlamentare potrebbe essere il sud. Un vero e proprio paradosso, un cambiamento che è visto con un certo fastidio dal padre della Lega Nord, Umberto Bossi. Intanto i salviniani si organizzano sul territorio. A Gela il nome del candidato sindaco ancora non è ufficiale, ma Antonio Giudice, fondatore del meet up locale del M5S, non usa mezzi termini: «Sarò io a correre per la poltrona di sindaco. In passato ho votato Forza Italia, poi ho virato su Grillo, ma sono rimasto deluso perché non c’era democrazia». Mentre ad Agrigento il deputato Marco Marcolin, trevigiano di Cornuda, è già in campagna elettorale.

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