Mario Bolognari

«Durante gli anni il rapporto tra Taormina e i beni comuni è stato importantissimo» – Nel secondo incontro del programma “Fare innovazione” che si è tenuto a Giardini Naxos ieri pomeriggio, si è parlato di innovazione culturale con un chiaro riferimento ai beni comuni. Tra gli ospiti c’erano alcuni esempi virtuosi di siciliani che stanno mettendo in pratica il binomio tra cultura e innovazione. Un’opportunità per una terra come la Sicilia e anche per la città di Taormina che, dal punto di vista storico, ha sempre fatto delle bellezze naturali il volano economico del suo successo. Tra i relatori c’era anche il professor Mario Bolognari, direttore del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina. Se durante il convegno l’ex sindaco di Taormina si è soffermato sulla sua nuova esperienza come direttore presso l’Ateneo messinese, prima che iniziassero i lavori ha rilasciato qualche dichiarazione sul rapporto della perla dello Jonio con i beni comuni e ne ha sottolineato l’importanza: «Durante gli anni il rapporto tra Taormina e i beni comuni è stato importantissimo, perché la città ha vissuto sui beni comuni. Nel senso che tra sfera pubblica e sfera privata c’è sempre stata una sorta di osmosi, di collaborazione continua. Dunque qualcosa che tanto comune non è, lo è diventato. È stato un periodo nel quale la regione è riuscita a fare una politica di acquisizione, come è avvenuto con l’Isola Bella, soltanto per citare un caso. Per cui oggi l’Isola Bella può essere fruita dai cittadini, perché è diventato un bene pubblico, oltre che un bene comune».

Qualcosa è cambiato… – Oggi, dal punto di vista del professore, qualcosa è cambiato e lo si può vedere nel caso del villaggio “Le Rocce”. Per l’ennesima volta, come ribadito in questi giorni su BlogTaormina, la provincia regionale di Messina, oggi ribattezzata libero consorzio comunale, ha proposto lo stesso bando che nel 2013 era stato bocciato, per evidenti problemi ambientali, paesaggistici e urbani, dal Consiglio comunale di Taormina. Si tratta di «una procedura per l’affidamento della concessione, mediante finanza di progetto, per la conservazione e la rinaturalizzazione dell’area denominata “Le Rocce” e dell’annessa struttura ricettiva alberghiera tramite lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in località Mazzarò del comune di Taormina». Una procedura che aveva incassato il “no” dei consiglieri comunali, alcuni dei quali, come gli esponenti di “Taormina Bene Comune” (di cui fanno parte il Partito Democratico e Il Megafono – Lista Crocetta), avevano proposto un’alternativa naturalistica all’ennesima colata di cemento sulla costa taorminese: «Il nostro intento, condiviso dalla collettività taorminese, che vorrebbe non essere espropriata del diritto di poter decidere la destinazione d’uso del proprio territorio, è di salvare il sito da eventuali speculazioni edilizie, di recuperarlo nel pieno rispetto dell’ambiente circostante con l’apporto di materiali e soluzioni energetiche eco-compatibili e di realizzare un parco naturalistico, un’area pubblica destinata al verde e alla promozione culturale in una delle baie più suggestive della nostra isola»

«È stato costruito e gestito dalla regione, ma quando si è tentato di farlo gestire ai privati è diventato un fallimento» – Sulla vicenda delle “Rocce” ha detto la sua anche il professor Mario Bolognari, il quale ha ricordato che appena si è tentato di fare gestire il villaggio ai privati sono sorti i problemi: «Oggi siamo in un periodo di grande difficoltà, perché le politiche sono mutate e c’è un caso alquanto eclatante come il villaggio “Le Rocce”, il quale è stato costruito dalla regione, gestito dalla regione e quando si è tentato di farlo gestire ai privati è diventato un fallimento. Questo a dimostrazione del fatto che quando si dice “il pubblico in Italia non funziona e il privato invece si”, è solo un luogo comune, un modo di dire che va provato di fronte ai fatti. In questo caso noi abbiamo un villaggio “Le Rocce” che non ha una sostenibilità come struttura privata e invece lo potrebbe avere come struttura pubblica, come parco o come servizi sul mare di cui Taormina è carente».

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