Fare innovazione culturale in Sicilia – Il tema del secondo incontro che si è tenuto ieri pomeriggio a Giardini Naxos, presso l’auditorium del Liceo “C. Caminiti”, ha riguardato un argomento di grande attualità per i cambiamenti nel mondo del lavoro: il fare innovazione in campo culturale. Un concetto che discusso in Sicilia potrebbe aprire un dibattito eterno. Del resto l’isola del Mediterraneo è il luogo in cui si concentrano, più di qualsiasi altro posto sulla faccia della terra, bellezze naturali e culturali. Un binomio che fa della Sicilia una regione unica. Da queste parti le culture, nel corso dei secoli, si sono incontrate, mischiate e hanno dato vita a qualcosa di straordinario. Se il Mediterraneo, a differenza dei nostri giorni, era un mare di incontro e confronto, la Sicilia ne è la dimostrazione. Su basi del genere può nascere qualcosa di importante e in questo momento storico di passaggio investire nel binomio innovazione e cultura può essere la chiave per invertire la rotta e provare a fare dell’isola un centro mondiale di esclusività e particolarità. Parole, però, che non fanno rima con le trivelle. Termini che non possono essere accostati alla politica del piano di trivellazioni promossa dal governo nazionale. E quindi bisognerebbe chiedersi se c’è la volontà di fare innovazione pensando alla cultura. È stato proprio questo il tema discusso nell’incontro coordinato da Fulvia Toscano, direttore artistico “Naxoslegge”.

«La Sicilia è la più straordinaria stratificazione storico-culturale, ambientale e paesaggistica del pianeta» – Purtroppo, per l’ennesima volta, da queste parti si rischia di andare fuori strada. Se il resto del mondo investe in energie alternative e considera la cultura un elemento economico di particolare importanza in grado di mettersi in relazione con i progressi tecnologici, in Sicilia si rischia di rimanere ancorati ai classici paradigmi dell’innovazione novecentesca. A ribadire un concetto del genere ci ha pensato uno degli ospiti dell’incontro che si è tenuto a Giardini Naxos. Si tratta di Fabio Granata, direttore del Distretto turistico del Sudest. «La Sicilia deve puntare la sua prospettiva di sviluppo su quello che rappresenta. La Sicilia non è un hub energetico, non è un hub di rifiuti, non è un hub militare come qualcuno per tanto tempo ha pensato, ma è la più straordinaria stratificazione storico-culturale, ambientale e paesaggistica del pianeta. È una gestione di patrimonio che se gestita in maniera innovativa può garantire attraverso un forte ritorno al turismo culturale, ovvero un turismo per viaggiatori e non un turismo di massa, una pagina nuova per lo sviluppo dell’isola».

«La strategia del governo Crocetta è confusa» – Eppure molti politici e anche semplici cittadini continuano a pensare che una trivella possa garantire più posti di lavoro rispetto a investimenti in campo naturalistico e culturale: «Soltanto un assurdo ritorno al passato può aver riportato questa ipotesi. Dobbiamo bloccare questo modello industriale legato al fossile, che un po’ in tutto il pianeta è scomparso, e puntare sulle nostre prerogative, che non sono legate soltanto al patrimonio culturale, ma anche alla produzione di qualità. Penso alla produzione vinicola, agroalimentare, la pesca, il mare. Tutte quelle risorse che fanno della Sicilia uno scenario unico su cui costruire uno sviluppo adeguato su questo scenario». C’è molta strada da fare e una riflessione sull’operato del governo Crocetta in campo turistico è d’obbligo: «È una situazione tra luci e ombre. Per anni abbiamo lavorato in maniera avanzata rispetto al resto della nazione e i risultati si sono visti. Ci sono zone come il nostro sudest, dove è nato il primo distretto culturale d’Italia e la qualità e la quantità del viaggio culturale è sicuramente aumentata in questi anni. La strategia, però, è confusa perché il governo ritiene che sia compatibile uno sviluppo legato al viaggio culturale con attività estrattive e il perpetuarsi di un modello industriale legato al fossile. Siamo totalmente fuori strada. Quindi bisogna dare una spinta forte nella direzione esatta».

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