Il settore di mercato legato al turismo rappresenta una voce importante del bilancio comunitario sviluppando circa il 10 per cento del Pil dell’Unione Europea e dando lavoro a diversi milioni di soggetti coinvolti a vario titolo nell’offerta turistica. Il nuovo libro di Filippo Maria Salvo “I fondi comunitari per il turismo del mare e il cicloturismo” edito Contanima, con progetto grafico di Donatella Mura e coordinamento produttivo di Maurizio Andreanò, ci spiega proprio con dati e documenti alla mano una corretta strategia economica nella gestione di un’attività così importante per il nostro Paese e soprattutto per la Sicilia, come è il turismo. Il volume di Filippo Maria Salvo, avvocato affermato e attento studioso di finanziamenti europei nel settore turismo, è una guida breve ma molto utile per districarsi e comunicare informazioni in merito alle possibilità di chiedere correttamente e ottenere finanziamenti in alcuni specifici settori del turismo, con uno sguardo particolare al turismo sostenibile e agli obiettivi prioritari da raggiungere nella programmazione del triennio 2014-2017.

La guida analizza gli elementi fondamentali e salienti dei programmi di finanziamento dedicati – direttamente o indirettamente – al turismo (Erasmus+, Life, Creative Europe, Horizon 2020 e programmi di cooperazione) e compie una breve analisi delle più rilevanti “call” (bandi di finanziamento) relative al turismo. E punta sull’idea che una maggiore capacità di spesa dei Fondi europei contribuirebbe a riattivare diversi settori dell’economia e a creare occupazione, a sostenere l’imprenditoria e rianimare il settore in questione. La vera sfida è quella di anticipare i tempi per impegnare in tempo utile risorse fondamentali per le nostre imprese e per il nostro territorio. I fondi erogati dall’Unione Europea si distinguono in due categorie: fondi settoriali a gestione diretta (PGD) e fondi strutturali e d’investimento Europei (SIE). Tutte le regioni dell’Unione europea possono beneficiare di questi fondi a cui si aggiunge il fondo di coesione diretto alle regioni in ritardo di sviluppo (FC), il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Il consiglio che lancia l’autore è proprio quello di essere capaci a reperire fondi, a fare rete e a guardare attentamente a due settori alternativi, che, a livello economico, rappresentano il “presente” e il “futuro” del turismo in Italia: il turismo del mare e della bicicletta (cicloturismo). L’Italia spiega in maniera efficace Filippo Maria Salvo nel capitolo 2.2 «delude e non attrae perché è caratterizzata da una cattiva gestione politica, con conseguente scarsa attrattività per chi viaggia per studio o per investimento». Sotto accusa l’autore mette lo scarso livello delle infrastrutture, la capacità gestionale, la carenza della pubblica amministrazione, l’incapacità di fare rete. Eppure nel secondo trimestre del 2014 anche se solo di due punti di percentuale il turismo in Italia è aumentato e allora basterebbe puntare maggiormente sulla promozione turistica, sulla specificità territoriale, sul turismo sostenibile, responsabile, alternativo, sportivo e in particolar modo puntare sul patrimonio culturale del nostro Bel Paese. Incredibile ma vero l’autore scrive come «Taormina non ha un portale d’incoming turistico», come molte delle più belle coste italiane sono in totale abbandono e degrado, come il settore tempo libero e turismo connesso al turismo della pesca e finanziabile dall’Unione Europea non sia stato preso in considerazione in Sicilia.

Molte, troppe, occasioni perdute come altrettante occasioni perdute sono quelle della realizzazione in Italia di percorsi cicloturistici, percorsi realizzati in altri paesi europei. Con l’Expo 2015 scrive il professor Filippo Grasso, che ha curato la prefazione della guida, la partita va giocata sulla capacità «di coniugare la fruizione del patrimonio culturale, delle ricchezze naturali e dei prodotti tipici con l’opportunità di vivere esperienze ed emozioni legate alle vocazioni e tradizioni del luogo» e aggiunge l’autore, la strategia di vittoria si basa «sulla nuova modalità di individuazione delle fonti di cognizione delle iniziative di finanziamento europeo e sulle modalità di redazione di progetti effettivamente finanziabili». Partita difficile ma non impossibile da vincere per chi crede e punta sulla qualità dell’offerta turistica, per chi vuole «un turista che decide di soggiornare e non un viaggiatore occasionale». Ringraziamo l’autore e il curatore della prefazione per avercelo ricordato.

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