Che beffa per la Sicilia. Se le due cariche più importanti dello Stato sono siciliane, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Senato Pietro Grasso, ed è più forte che mai il legame tra Sicilia e resto d’Italia, le Ferrovie hanno annunciato che i treni per la Sicilia si fermeranno a Villa San Giovanni, in Calabria. Lo Stretto di Messina dovrà essere attraversato con i traghetti o gli aliscafi per poi riprendere il viaggio salendo su un treno alla stazione di Messina centrale. Resteranno solo due treni a garantire un legame territoriale con il resto d’Italia. Si tratta di due notturni per Roma. Tutto il resto verrà tagliato. Una penalizzazione che si pone in controtendenza rispetto alla decisione di avviare, entro ottobre 2015, i lavori per l’alta velocità nell’isola.

Sulla vicenda è intervenuto il governatore Rosario Crocetta, il quale ha chiesto al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, «un incontro urgente per discutere della grave situazione che si sta creando nel campo dei trasporti ferroviari in Sicilia, a causa dell’eliminazione dei treni di collegamento con il nord». Mentre l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo, ha richiamato all’ordine Trenitalia: «Non ci hanno comunicato nulla allo stato attuale. Mi preme dunque ricordare ai vertici di Fs che prima di qualsiasi passaggio interno devono confrontarsi con le Istituzioni. E in quanto rappresentante di questa regione io non ci sto. Non ci risulta un taglio del Ministero. Se ci fosse un disinvestimento dello Stato sulla continuità territoriale sarebbe gravissimo ma ad oggi non è così. Perciò mi pare di dover fare i conti con una dicotomia a questo punto incomprensibile, proprio quando lo Sblocca Italia ci consente di migliorare la linea ferroviaria, proprio quando recuperiamo uno stanziamento di 30 milioni per il servizio Metromare, Trenitalia decide questa riduzione? E quale fretta induce le Ferrovie ad annunciare un taglio prima ancora che sia realizzato un servizio degno di questo nome? Non voglio crede a un simile errore strategico. Mi aspetto invece che mi venga presentato un piano di miglioramento, in cui la Sicilia possa godere di un servizio ferroviario europeo. Non siamo certamente affezionati a quello attuale, quando i tempi di percorrenza sono da terzo mondo e le vetture desuete. Non intendo ragionare su un peggioramento ma in linea con il rafforzamento della linea ferroviaria Catania-Messina-Palermo sono pronto ad ascoltare quale miglioramenti Ferrovie dello Stato abbia in serbo per i passeggeri siciliani».

Si tratta di una questione che allarma anche l’amministrazione comunale di Messina. Il sindaco Renato Accorinti, a tal proposito, ha ribadito che «abbiamo ripetuto a più riprese e confermato in tutte le sedi possibili che ogni progetto, qualsiasi previsione di riordino del sistema di attraversamento dello Stretto debba assolutamente tenere in conto di almeno due condizioni non negoziabili, la difesa di tutti i posti di lavoro e la possibilità per i viaggiatori di potere viaggiare con servizi efficienti e senza alcuna penalizzazione. Questo è quanto abbiamo dichiarato al ministro Lupi, in presenza di tutti gli altri interlocutori interessati alla questione, nel corso della riunione dello scorso novembre a Roma e ribadisco che questi intanto debbono essere intesi come paletti inviolabili. Il ridimensionamento dei traghetti previsto dal piano delle Ferrovie dello Stato danneggia anche il traffico merci su rotaia con conseguenze certamente avvertibili anche sul piano ambientale. Ma quello che più ci allarma è l’assoluta mancanza di attenzione verso la nostra Città, che si vede ancora di più marginalizzata nel trasporto ferroviario siciliano e nazionale. Le risorse individuate sono dirottate esclusivamente sull’asse Catania/Palermo, con il beneplacito forse della Regione, facendo finta di non sapere che anche il nodo ferroviario di Messina deve essere invece ”strategico” nell’interesse dei cittadini siciliani e della nostra economia». L’assessore alle Risorse del mare, Sebastiano Pino, ha richiamato quanti negli ultimi periodi sono stati attivi nella ricerca di soluzioni: «Ritengo necessaria una forte interlocuzione da parte di tutta la deputazione messinese e siciliana, in particolare di chi ha fatto da tramite con il Ministero, perché ci accompagni in una battaglia da affrontare nell’interesse del nostro territorio. L’impegno per la difesa occupazionale, per servizi quantomeno decorosi, per evitare un depotenziamento che potrebbe avere conseguenze devastanti sulla nostra comunità, deve essere condiviso da tutti coloro che non vogliono rassegnarsi ad essere trattati come cittadini di serie b».

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