Villaggio Le Rocce
Villaggio Le Rocce

Ci risiamo! – “Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare” era il motivetto che veniva cantato negli anni ’60 e ripreso da trasmissioni di successo come “Indietro tutta” di Renzo Arbore. Una canzone orecchiabile anche per la provincia regionale di Messina, ormai denominata libero consorzio comunale, la quale ha avviato, per l’ennesima volta, un bando di gara relativo a «una procedura per l’affidamento della concessione, mediante finanza di progetto, per la conservazione e la rinaturalizzazione dell’area denominata “Le Rocce” e dell’annessa struttura ricettiva alberghiera tramite lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in località Mazzarò del comune di Taormina». Il bando scadrà nella giornata di domani. A quanto pare la provincia regionale di Messina insiste su un bando che in questi anni è stato bocciato dal Consiglio comunale di Taormina. Niente da fare, la testa è dura come “Le Rocce” che caratterizzano la zona costiera di Mazzarò. Correva l’anno 2011 quando «l’ente locale propose la destinazione dell’area a parco naturalistico mentre Palazzo dei Leoni aveva già avviato un propject financing per il recupero del complesso con la realizzazione di un albergo».

Una vicenda che si ri-propone da qualche anno – Una diversità di vedute che, in quel momento storico, poteva sfociare in un accordo tra le parti. Eloquenti, a tal proposito, furono le parole dell’ex sindaco Mauro Passalacqua: «A noi interessa la necessità che venga tutelata, in termini naturalistici e ambientali, un’area che è nel cuore dei taorminesi e che costituisce uno dei punti particolari del nostro territorio, e che in passato ha avuto un suo ruolo nel contesto della città. La nostra richiesta sarà quella che venga rispettato l’habitat. Non abbiamo preclusioni o posizioni pregiudiziali di alcun genere. Sono fiducioso che potremo arrivare ad una soluzione risolutiva insieme al presidente Ricevuto – ex presidente provincia Messina ndr – ». Però, in seguito, non se ne fece nulla. Non venne trovato l’accordo e il Consiglio comunale di Taormina approvò, nel giorno 3 ottobre 2013, la delibera presentata dai gruppi consiliari “Insieme si può” e “Alleanza Taormina”. I consiglieri comunali Eugenio Raneri, Giuseppe Composto, Nunzio Corvaja e Fabio D’Urso avevano esposto evidenti perplessità ambientali.

“Insieme si può” e “Alleanza Taormina” in difesa dell’ambiente – Nel documento erano presenti le seguenti considerazioni: «Il villaggio Le Rocce ricade all’interno del SITO di INTERESSE COMUNITARIO “Isola Bella, Capo Taormina e Capo S. Andrea (SIC ITA030031), legato al sito ITA 030040 “Fondali di Taormina-Isola Bella”. La Valutazione d’Incidenza approvata con D.R.S. n. 871 del 12/08/2009 sottolinea che “le specie vegetali ed animali e gli habitat presenti nei Siti Natura 2000ricadenti nel territorio comunale di Taormina hanno una elevatissima valenza naturalistico ambientale in virtù della presenza di numerose specie rare ed endemiche” e quindi “è necessario introdurre misure in grado di contrastare l’eccessiva pressione antropica e gli interventi non sostenibili per l’ambiente da tutelare”. Dal Piano di Gestione -Monti Peloritani- la Zona Costiera “Isola Bella, Capo Taormina e Capo S. Andrea” viene definita di straordinaria bellezza naturale dove sono presenti alture Ecoste frastagliate con calcari e dolomie, soprattutto nel settore occidentale e centrale (Isola Bella) e calcare rossi e calcari grigi massicci nel settore orientale. Il sito inoltre è interessato dal passaggio di uccelli migratori abituali elencati nell’Allegato 1 della Direttiva 79/409/CEE. La crescita del turismo residenziale nell’aria e il conseguente sviluppo della domanda di abitazioni per villeggiatura hanno comportato l’edificazione, spesso abusiva, di ampie aree del territorio comunale, col conseguente depauperamento dell’ambiente naturale. All’interno dei confini del SIC non sono presenti centri abitati ma alcuni alberghi e abitazioni a ridosso della strada litoranea e sui capi, alcuni stabilimenti balneari.  Il SIC si estende per una superficie di circa 20 ettari, interessando la fascia costiera di Taormina, costituita essenzialmente da rocce calcaree mesozoiche, con qualche limitato affioramento di substrati silicei. Il bioclima rientra nel termomediterraneo subumido inferiore.  Gli aspetti vegetazionali più rappresentativi di questa area sono le formazioni alofile tipiche delle scogliere marine caratterizzate da piante che possono essere riscontrate al Capo».

La bocciatura del Consiglio comunale, ma… – Il Consiglio comunale, per le considerazioni appena citate, dichiarava: «Il progetto necessita di una globale rivisitazione generale e dettagliata e deve essere redatto con le indicazioni e prescrizioni di cui al D.R.S. n. 871 del 12.8.2009 della Regione Siciliana A.R.T.A., Dipartimento Territorio e Ambiente, Servizio 2  V.A.S.-V.I.A.-, relativo alla valutazione di incidenza, con il quale è stata approvata, con prescrizioni, la Variante generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Taormina di conseguenza, allo stato, non è possibile esprimere un positivo accoglimento della proposta progettuale di project financing così  per come formulata». L’amministrazione taorminese aveva chiuso la porta in faccia alla proposta dei progettisti della Pineta Sport Management, ma nello stesso tempo si era riservata di «valutare una infrastruttura sostenibile, da realizzarsi nella frazione Mazzarò di Taormina, nel rispetto dei ruoli e del concetto dello sviluppo sostenibile, rappresentato da un processo evolutivo decisionale che coinvolga l’interesse superiore della città e concertare con la Ditta proponente, le strategie per una proposta progettuale migliorativa in maniera da conciliare,  sia gli indirizzi – condizioni e prescrizioni resi dai vari Enti; sia gli interessi pubblici della collettività generale, nei limiti in cui non si pregiudichino, in termini significativi, gli standards urbanistici e nel rispetto del concetto dello sviluppo sostenibile con l’obiettivo della giustizia ed equità sociale, per una economia sostenibile e una sostenibilità ambientale commisurata al consumo delle risorse materiali rinnovabili, congiuntamente a quelle idriche ed energetiche e in conformità anche ai precedenti Deliberati di questo consesso».

Valorizzare la ricchezza ambientale – Sembra di assistere ad un’infinita partita di ping-pong, dove dalla provincia si passa al Consiglio comunale e viceversa. Considerando l’importanza ambientale e naturalistica della zona, sarebbe opportuno valorizzare l’habitat del luogo in modo da offrire un contesto migliore sia ai cittadini che ai turisti, i quali, occorre sempre ricordarlo, visitano la terrazza che si affaccia sul Mediterraneo soprattutto per le sue bellezze naturali. Distruggerle con continue colate di cemento non sarebbe il massimo, per usare un eufemismo. Meglio, invece, esaltare la complessità ambientale offerta da Madre Natura. In un contesto del genere una strada percorribile potrebbe essere una pubblic company che coinvolga gli imprenditori del luogo per il bene di Taormina e nel pieno rispetto della natura. Dunque, è vero che servono investimenti per rilanciare Taormina, ma è altrettanto vero che occorre tenere in considerazione l’impatto ambientale, ovvero il tratto distintivo ed esclusivo della perla. Altrimenti gli abitanti del luogo, i turisti e i viaggiatori potrebbero cambiare, per i prossimi anni, il motivetto e cantare: “Per quest’anno, è meglio cambiare, sia la spiaggia che il mare”.

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