Italo Mennella - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

Un lungo dibattito – Il seminario che si è svolto nella giornata di sabato presso l’Hotel Monte Tauro è stata un’occasione per avere dei chiarimenti su una normativa che è scaturita dalla direttiva Bolkestein del 2006. Esperti del settore turistico e alberghiero si sono confrontati e hanno condiviso idee e progetti futuri. Il tema del seminario era “Semplificazione amministrativa per l’avvio e la gestione delle strutture turistico ricettive aperte al pubblico nella regione Sicilia – Applicazione della normativa relativa alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e dello sportello unico per le attività produttive (SUAP)”. Al di là di questi temi, nella parte conclusiva dell’incontro, subito dopo le relazioni, si è aperto un dibattito e oltre le domande sulla SCIA e successive delucidazioni sulla normativa turistica, alcuni addetti ai lavori hanno introdotto temi altrettanto importanti. Il primo, neanche a dirlo, è stato quello del Palazzo dei Congressi.

«Il progetto del Palazzo dei Congressi creerebbe almeno 150 posti di lavoro» – Ormai sembra la location fantasma di una telenovela. E come ogni soap opera che si rispetti, anche in questo caso non si riesce ad arrivare alla soluzione finale. Il vicepresidente Federalberghi Sicilia, Italo Mennella, ha ricordato che il funzionamento del Palazzo dei Congressi garantirebbe posti di lavoro e un incremento di turisti: «A Taormina, nell’ultimo periodo, si fa troppo amarcord, troppo “come eravamo”, ma oggi dobbiamo guardare a un mondo in continuo cambiamento. Il progetto del Palazzo dei Congressi creerebbe almeno 150 posti di lavoro, attraverso la costituzione di cooperative di servizio, comunicazione, sorveglianza. Sarebbe un vero lavoro per i giovani del luogo. Taormina non attrae turismo, perché chi vuole venire non sa dove andare. A causa della chiusura della struttura abbiamo perso, nell’ultimo periodo, almeno cinque congressi e le persone che erano disposte a soggiornare a Taormina, in seguito, hanno scelto di optare per Giardini Naxos, dove c’è una struttura con un centro congressi e l’hotel».

«Sul Casinò ho le mie perplessità, però non ci sono dogmi» – Inoltre l’albergatore Italo Mennella si è soffermato anche sulla possibilità di avere un Casinò a Taormina: «Sul Casinò ho le mie perplessità, però non ci sono dogmi. C’è un mercato che si sta sviluppando e noi dovremmo saper cogliere l’occasione. Io sto pensando ai mercati arabi, alla Turchia, alla Cina. Ma la verità è che a Taormina non siamo pronti per gli arabi, ad eccezione di quattro alberghi. Però se oggi il Casinò è visto in prospettiva come un nuovo mercato in espansione, allora potrebbe diventare qualcosa di interessante. Acireale, dove un emiro ha investito diversi milioni di euro, può essere una calamita per i “nuovi ricchi”. Non dobbiamo guardare alla cittadina in provincia di Catania come a un nemico. Anzi, potrebbe aiutarci a sviluppare il disastrato contesto taorminese».

© Riproduzione Riservata

Commenti