Le parole di Mattarella – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha pronunciato il suo discorso in Parlamento. Un momento che in Sicilia si attendeva con trepidazione e le istituzioni regionali avevano invitato la cittadinanza a partecipare facendo sventolare il tricolore dai loro balconi. Un segno di vicinanza a un siciliano per bene, un uomo che ha visto morire il fratello che stava cercando di recidere quel cordone ombelicale tra mafia e istituzioni. È chiaro che la legalità ha un valore fondamentale per il capo dello Stato e l’ha ribadito durante il discorso: «La lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute. La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile. […] E’ allarmante la diffusione delle mafie, antiche e nuove, anche in aree geografiche storicamente immuni. Un cancro pervasivo, che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti. Dobbiamo incoraggiare l’azione determinata della magistratura e delle forze dell’ordine che, spesso a rischio della vita, si battono per contrastare la criminalità organizzata. Nella lotta alle mafie abbiamo avuto molti eroi. Penso tra gli altri a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Per sconfiggere la mafia occorre una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci. E una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere».

Il governatore Crocetta impressionato dal discorso – Una riflessione profonda rivolta a tutto il Paese, dove ormai gli affari della criminalità organizzata dilagano, ma anche alla Sicilia. La sua terra amata. Quel luogo sempre amato che lo ha privato di un fratello. Ed è proprio sul tema della lotta alle mafie e al rilancio della legalità che il presidente Mattarella ha dedicato una parte consistente del suo discorso. Ne è rimasto colpito il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, che vede nel discorso l’inizio della Terza Repubblica: «Sono davvero contento. Non ho mai sentito, da parte di un Capo dello Stato o dei vertici delle istituzioni, un discorso così netto contro la mafia. Il Presidente Mattarella porta dentro la storia di un italiano che pensa che la battaglia contro la mafia sia importante. Dice di essere stato colpito “soprattutto dal riferimento alle sofferenze dei più deboli, ai disoccupati, ai disabili, ai femminicidi. Belle parole davvero che colpiscono tutti. E’ stato un grande discorso davvero importante, di alto profilo istituzionale. La Terza Repubblica nasce dalla profondità delle proprie radici democristiane e antifasciste».

La scalata della “meglio gioventù” siciliana – Nell’Aula di Montecitorio era presente, al gran completo, anche la famiglia del presidente Mattarella. I figli, i nipoti Maria e Bernardo, figli di Piersanti, che ieri hanno raggiunto la capitale insieme con gli amici, come Rino La Placa, con i quali trent’anni fa Mattarella rivoluzionò la Dc siciliana. Gli uffici pubblici di Palermo, per volere del sindaco Leoluca Orlando, sono stati abbelliti con il tricolore e a Giurisprudenza, dove il presidente Mattarella ha insegnato, era stato allestito un maxischermo per seguire tutta la cerimonia. La Sicilia è orgogliosa del suo presidente. Un esponente della “meglio gioventù” siciliana. Quella che non si è mai piegata alla mafia, che ha mantenuto la schiena dritta ed è andata avanti credendo in valori come la democrazia, la giustizia e la legalità. Si, sul Colle è finalmente arrivata la “meglio gioventù” della Sicilia.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

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