Un “cervello in fuga” dalla perla dello Jonio – Parcheggiare non sarà più un problema. È questo il primo pensiero che viene in mente dopo che si viene a conoscenza del progetto della app Park Smart. Nell’epoca in cui l’uomo ha iniziato a inseguire il tempo e la velocità è diventata la protagonista delle nostre giornate, riuscire a guadagnare preziosi minuti e non perdersi nella giungla cittadina dei parcheggi è un bel passo avanti. Semplificare e rendere meno stressante la vita dei cittadini. È questo il vero compito della tecnologia e il progetto Park Smart sembra perseguire questa filosofia. Il CTO e ICT strategists della startup è Giuseppe Patanè, taorminese di origini che oggi vive a Catania. Il dottor Patanè, consulente presso l’Università di Catania, è il classico “cervello in fuga” dalla perla dello Jonio. Ormai è diventato un ragazzo di successo e ha fatto esperienza presso la Silicon Valley. Che orgoglio per tutta la cittadinanza. Già, perché Park Smart è stata inserita tra i tre progetti vincitori di Edison Start nel concorso per le idee più innovative nell’ambito dell’energia, dello sviluppo sociale e delle smart communities lanciato da Edison per i suoi 130 anni. Il dottor Patanè, nel suo settore, è diventato celebre e questo è un buon segno per un luogo come Taormina che ancora non ha un ottimo rapporto con la nuova tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione.

Che cos’è Park Smart? – Il progetto Park Smart è portato avanti, oltre che dal dottor Giuseppe Patanè, anche da Carlo Sciuto e Pierluigi Buttiglieri. «Park Smart è un servizio che stiamo realizzando per facilitare la gestione degli stalli di parcheggio – ha dichiarato il CTO Giuseppe Patanè. È un servizio finalizzato all’utente, che avrà la possibilità di sapere in qualsiasi momento dove potrà parcheggiare sia nella zona in cui si trova, oppure in luoghi ancora più distanti che verranno monitorati con costanza dal servizio. L’aspetto interessante di questa app è che se l’utente dovesse andare in zone molto trafficate verrà informato che non troverà alcun posto». Questo è un aspetto da non sottovalutare, perché permetterebbe all’utente di organizzarsi meglio durante la giornata. «La prima versione gestirà la possibilità di sapere gli stalli liberi e occupati e andare a parcheggiare». È chiaro che un progetto del genere deve relazionarsi con chi gestisce i vari parcheggi e il dottor Patanè ha confermato che stanno lavorando per concludere degli accordi: «Stiamo lavorando per fare degli accordi con i gestori di parcheggio e abbiamo contattato alcune aziende che oggi gestiscono gli stalli liberi di Catania, Trento e Roma».

Il parcheggio come risorsa – Il progetto pilota dovrebbe esser ultimato nei prossimi mesi: «Stiamo lavorando per realizzare un progetto pilota in congiunzione con il Dipartimento di Matematica e Informatica di Catania. Contiamo di fare il primo progetto pilota tra fine marzo e inizio aprile. Contestualmente stiamo lavorando per un progetto pilota anche a Milano. Inoltre ci sposteremo su Roma, perché le grandi città sono quelle più interessate in quanto sentono e vivono il problema ogni giorno. È un sistema che può essere utilizzato in qualsiasi città, dove la risorsa parcheggio è importante». Già, la risorsa parcheggio. Oggi il parcheggio si paga, come sottolinea il CTO di Park Smart Giuseppe Patanè, «perché si tratta di una risorsa limitata e siamo in tanti a doverne usufruire e quindi va gestita. Non c’è un altro motivo per cui la gente paga per parcheggiare, se non quello secondo il quale i posti sono limitati e un numero elevato di persone ha la necessità di parcheggiare».

Un monitoraggio tramite video-analisi – Inoltre il dottor Patanè ha messo in evidenza i vantaggi di questo servizio: «I vantaggi della nostra soluzione derivano dal fatto che il monitoraggio degli stalli lo facciamo mediante video-analisi, con telecamere piazzate a inquadrare gli stalli riusciamo a riconoscere se lo stallo è libero o meno e in seguito, con altre funzionalità, riusciremo a individuare se si è parcheggiato bene, in divieto di sosta. I nostri competitor attuali sono quelli che mettono i sensori di parcheggio sotto o sopra l’asfalto e comunque sono soluzioni onerose dal punto di vista della manutenzione. Se si dovesse guastare un sensore sotto l’asfalto, occorrerà rimuovere l’asfalto per cambiare sensore. Si tratta di soluzioni che, a dispetto della nostra, hanno costi elevati di manutenzione».

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