La Sicilia registra il più elevato tasso di disoccupazione d’Italia, il peggiore d’Europa e al 136° posto su 144 nella graduatoria mondiale, in Sicilia però c’è un ulteriore problema legato alle competenze e all’efficienza del sistema pubblico che va inquadrato nell’ottica dell’insularità, che può diventare un elemento negativo, la sfida per la Sicilia dunque deve essere anche quella dell’integrazione lavorativa dei migranti. Proprio sul Job Acts c’è stato un incontro nei giorni scorsi dei consulenti del lavoro a Pergusa (Enna) nel quale è stato ribadito l’importanza di anticipare i tempi dei decreti di riforma del collocamento e di quelli attuativi su tutele crescenti e sgravi, perché senza un quadro normativo e procedurale chiaro sarà difficile per qualsiasi imprenditore fare nuove assunzioni.

Il presidente nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, in particolar modo ha detto: «Il tema oggi è ridisegnare equilibri e competenze del sistema, complicati anche dalla frammentazione fra Stato, Regioni e spesso anche Province, soggetti che non dialogano efficacemente fra loro. Questo si traduce in occasioni mancate per i giovani e nella difficoltà a riconvertire e ricollocare quanti perdono il lavoro. E’ un problema sistemico che deve trovare presto soluzione nei decreti del Jobs Act. Noi – ha dichiarato il presidente dei consulenti del lavoro – gestiamo un milione di aziende e sette milioni di rapporti di lavoro, pari al 70 per cento della forza occupata in Italia, e siamo agenzie di lavoro private. Nel decreto di riforma del collocamento occorre riconoscere in modo appropriato questo nostro ruolo e parificare i sistemi di collocamento pubblico e privato, perché dalla competizione sicuramente potrà venire una spinta per quello pubblico a superare le proprie inefficienze».

Proprio durante i lavori il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro ha deciso di tenere quest’anno a Palermo, dal 25 al 27 giugno, la sesta edizione nazionale del Festival del lavoro, perché parlare in Sicilia di lavoro e di politiche attive del lavoro, di integrazione e di legalità può essere utile nella direzione di superare ciò che oggi è diversificato, frammentato e inefficiente nel sistema pubblico regionale. Il Festival del lavoro è cresciuto sempre di più in questi ultimi cinque anni raggiungendo le oltre 5.000 lo scorso anno a Fiuggi. I tre giorni dedicati al problema più importante del nostro Paese, il lavoro, analizzano in vari aspetti i fattori che ostacolano la crescita e cercano di trovare la ricetta migliore con cui rimettere in moto il sistema. È questo l’obiettivo della manifestazione organizzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi: stimolare e proporre misure condivise che facilitino la ricostruzione dei mercati e il rilancio delle piccole e medie imprese italiane, cuore pulsante della nostra economia, ponendo le esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie come punto di partenza per la ripresa. Il Festival è diventata un appuntamento imperdibile per chi ha a cuore il diritto del lavoro, oltre che un evento multimediale seguibile sui social, sul sito di categoria e in diretta televisiva e radiofonica.

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