Berlusconi insiste con Amato – «Ho scelto l’unità del partito democratico proponendo una persona perbene. Ora sta a Berlusconi decider». Con queste parole Matteo Renzi ha squarciato il velo del dubbio e ha fatto il nome che ha compattato il Partito Democratico. Si tratta di Sergio Mattarella. Il siciliano Mattarella è il nome intorno al quale potrebbero convergere anche i voti di Scelta Civica, Nuovo Centro Destra e con ogni probabilità di Forza Italia. C’è un “però” ed è dovuto al dubbio di Silvio Berlusconi, molto più convinto del socialista Giuliano Amato. Personalità stimata dall’ex cavaliere per il suo distacco dai vari partiti e per i suoi trascorsi socialisti al fianco di Bettino Craxi. Ma i piani dell’ex premier dovrebbero saltare e così uno dei fondatori dell’Ulivo e del Partito Popolare italiano potrebbe salire al Colle prima della fatidica quarta votazione. Un nome, quello di Mattarella, che non è tra la rosa di dieci nomi del Movimento Cinque Stelle. I grillini, forse per mettere in difficoltà la strategia del Pd, avevano inserito tra i candidabili anche Romano Prodi e Pierluigi Bersani.

Il cursus honorum di Mattarella – Niente da fare. Il segretario e presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha deciso. Anche Sel avrebbe accettato il nome del politico siciliano e una breccia è stata aperta negli ex deputati del M5s. Insomma, soltanto Berlusconi, ancora, non sembra convinto. Tentenna, perché considera Sergio Mattarella un “giustizialista”. Gianni Letta ha provato a persuadere il fondatore di Forza Italia dell’onestà intellettuale dell’ex politico della Dc, ma Berlusconi prende tempo e in queste ore dovrebbe dare una risposta definitiva. Ma chi è Sergio Mattarella, qual è stato il suo cursus honorum? Sergio Mattarella, palermitano, classe 1941, è famoso in ambito familiare e lavorativo per il suo carattere freddo e distaccato. Un difetto o un pregio? Considerando le tribolazioni che ha superato nel mondo della politica è stato un vantaggio. Mattarella proviene da una famiglia democristiana: suo padre era Bernardo, più volte ministro nella Prima Repubblica, e suo fratello era Piersanti, presidente della Regione Sicilia ucciso dalla mafia nel 1980. Si tratta di un democristiano di sinistra ed è per questo motivo che ha avuto diversi scontri con Silvio Berlusconi. Famose le sue dimissioni da ministro della Pubblica istruzione nel 1990 (VI governo Andreotti) per protestare contro la legge Mammì, di fatto il via libera all’impero dell’allora Fininvest.

Gli scontri politici con Berlusconi – Sergio Mattarella è considerato uno dei padri fondatori dell’Ulivo di Romano Prodi e, prima ancora, del Partito Popolare. Ha diretto anche «Il Popolo» tra il 1992 e il 1994 e nel 1993 ha legato il suo nome alla riforma della legge elettorale in senso maggioritario, nota con l’appellativo «Mattarellum» inventato da Giovanni Sartori sul Corriere della Sera. Già, la riforma maggioritaria. L’obiettivo politico di Matteo Renzi, che non poteva scegliere un capo dello Stato migliore per portare avanti il suo disegno di riforme costituzionali. Con Massimo D’Alema a Palazzo Chigi è prima vicepresidente del Consiglio e in seguito ministro della Difesa. Un altro scontro con Berlusconi risale all’ammissione di Forza Italia nel Partito Popolare Europeo, per Mattarella «un incubo irrazionale». Dall’aprile 2008 esce dalla scena politica attiva, concludendo il suo mandato parlamentare e il 5 ottobre 2011 viene eletto giudice della Corte costituzionale dal Parlamento riunito in seduta comune. Nelle prossime ore un altro tassello, il più importante, si aggiungerà al suo curriculum. Non resta che aspettare per vedere un siciliano al Quirinale.

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