Un siciliano convertito all’Islam – Si chiama Giacomo Piran, ha 43 anni e si è convertito all’Islam. Fin qua niente di male, ma il problema è che nelle scorse ore è stato arrestato dalla polizia, dopo che le forze dell’ordine hanno eseguito una quarantina di perquisizioni nell’ambito di un’attività antiterrorismo. Nell’abitazione dell’italiano convertito all’Islam sono state trovate munizioni da guerra e manuali di addestramento bellico. Una notizia destinata a scatenare accesi dibattiti politici nell’isola. Sono pronti i talk show, i commenti di esperti e meno esperti. Insomma, il tema del terrorismo torna d’attualità. Dopo i fatti di Parigi e la diffusione dei cosiddetti foreign fighter in Europa, l’allerta è massima in tutto il vecchio continente. Come detto nei giorni scorsi anche in Sicilia la situazione è preoccupante. Pare ci sia un’indagine in corso su possibili infiltrazioni terroristiche tramite gli sbarchi che avvengono con frequenza sulle coste sicule. I fondamentalisti islamici si nasconderebbero dietro il disperato di turno e verrebbero smistati nel resto d’Europa tramite una cellula che opererebbe tra Palermo e Ragusa.

I rischi per la Sicilia – Già, il terrorismo tocca da vicino la Sicilia e per la posizione geografica non potrebbe essere altrimenti. Se il mar Mediterraneo si è trasformato in un cimitero di “poverazzi” che cercano una vita migliore, ma devono fare i conti con scafisti senza scrupoli, e sulle coste africane e mediorientali la situazione è in subbuglio, per usare un generoso eufemismo, ecco che eventi del genere non sorprendono. Non sorprende neanche il fanatismo diffuso tra molti concittadini che, per un motivo o per un altro, hanno deciso di sposare la causa jihadista. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha detto che sono diversi i connazionali partiti per la Siria che si sono uniti all’Isis. Non è il caso di fare allarmismi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione. Vedremo come proseguirà la situazione giudiziaria del signor Piran, arrestato per possesso di munizioni da guerra e manuali di addestramento bellico. Sta di fatto che la Sicilia potrebbe trasformarsi in un territorio sensibile per attacchi terroristici. Un luogo, soprattutto d’estate con la concentrazione di turisti, che potrebbe essere preso di mira dai fanatici di turno.

Minniti: «Mare Nostrum era un deterrente per i terroristi» – Sulla vicenda ci ha tenuto a tranquillizzare gli animi Marco Minniti, il sottosegretario ai Servizi. L’ha fatto al Comitato Schengen, dove si è soffermato anche su Mare Nostrum e l’importanza che ha avuto nell’impedire infiltrazioni terroristiche: «I flussi migratori possono essere un canale per infiltrazioni terroristiche, ma non ci sono segnali specifici che ciò stia avvenendo. Quando c’era Mare Nostrum, ciò era un deterrente perché era difficile infiltrarsi passando su navi della Marina». Nonostante queste dichiarazioni dell’esponente democratico, preoccupa e non poco un rapporto proveniente dal presunto Islamic State, la cui autenticità non è verificabile. Si tratterebbe dei progetti dei fondamentalisti islamici, i quali puntano a «sfruttare» il canale dell’immigrazione clandestina per entrare in Europa. L’Isis, a quanto pare, vorrebbe passare dalla Libia per arrivare nel vecchio continente e trasformare «in un inferno» l’Europa: «Se riusciremo a sfruttare questo canale, la situazione in questi Paesi si trasformerà in un inferno».

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