E’ possibile riflettere su un nuovo modello di intendere le politiche turistiche locali in una città a forte vocazione turistica e di rilevante impatto economico? Penso di sì. Occorre partire da un punto forte che nel territorio è presente ma poco valorizzato: la promozione di progetti sostenibili ed inclusivi che favorisce percorsi condivisi nell’incontro e dialogo tra gli operatori turistici locali al fine di sviluppare obiettivi strategici, per ottenere risultati stabili e strutturali che mettono a sistema forme di economia dinamica e coesione sociale. Viene così riconsiderata l’importanza della programmazione turistica locale che tiene conto delle persone e dei servizi, la cui analisi, è il risultato della sintesi di un confronto critico, leale e costruttivo, tra istituzioni ed operatori turistici. In questa prospettiva, la qualità della programmazione e il possibile fare sistema tra operatori e territorio, “non consiste solo nel fornire un elenco di azioni fattibili”, bensì nello stabilire un orientamento logico, tra azione e le migliori prassi organizzative.

Occorre, pertanto, uno scatto d’orgoglio nel “cambiare rotta”, con nuove regole e forte responsabilità da parte di tutti gli operatori del settore, con la consapevolezza che la crescita ed il destino della qualità di vita del territorio dipende da ciascuno di noi, nessuno escluso! Dobbiamo comprendere che “il turismo è fatto soprattutto da persone: chi viaggia, non sono le merci, ma le persone che tracciano le memorie. Chi accoglie? Le persone… non gli alberghi. E cosa dire dei ricordi più belli dei viaggi, sempre frutto di incontri, relazioni con le persone e le loro testimonianze”! E’ necessario, dunque, disegnare un nuovo orizzonte programmatico che accolga il futuro delle nuove generazioni, perché le sfide globali che ci attendono, non permettono di disperdere forze e talenti. Nella programmazione, ogni associazione turistica (guide turistiche, accompagnatori, tour operator, albergatori, ristoratori, etc..) disegna, nell’ambito dell’azione territoriale, un piano di servizi, purché questi siano fruibili al turista, coerenti alla propria identità, per la quale si sono costituiti.

Gli assessorati territoriali alla cultura e turismo guardano con interesse a queste realtà, promuovendo, incoraggiando e aiutando a pianificare percorsi in cui la definizione degli obiettivi e delle azioni strategiche delle politiche turistiche sono di competenza, per responsabilità civile e politica, del governo del territorio che tiene conto delle idee e progettualità che positivamente e propositivamente emergeranno dagli operatori e dalle associazioni turistiche e culturali. E’ la “mission” del governo del territorio, coordinare strategicamente tutte le sinergie esistenti sul territorio costituendo un sistema di rete. La proposta?  Prendere coscienza che non è più tempo di pensare ai flussi turistici di massa. Sono, infatti, cambiate le esigenze del viaggiatore, ed è cambiato il modello di fare turismo e cultura. Oggi abbiamo un turista che è responsabile ed attento alla destinazione che sceglie, ben motivato e molto informato. Sceglie la destinazione, nei vari periodi dell’anno, in modo oculato e ben consapevole di ciò che vuole, si aspetta una comunità locale preparata, accogliente, ospitale ed indirizzata alle informazioni precise e certe. Questo riguarda sia i “turisti individuali” che i “turisti d’élite”.

E’ una grande responsabilità che ciascuno detiene, affinché nel viaggiatore, nel turista, nel viandante, nel pellegrino o escursionista, non si abbia mai a verificarsi il criterio della discrepanza tra la qualità dell’attesa ed il servizio percepito. Dobbiamo farcene una ragione! Diversamente è la fine. Il turista è un potenziale passaparola. Racconta bene o male, secondo quanto ha vissuto, sperimentato ed osservato nei luoghi che visita (brand reputation). Quindi, i possibili incontri degli operatori turistici, culturali e commerciali, diventano momenti di opportunità e condivisione dei punti di forza e debolezza delle attività di marketing e comunicazione del territorio, a sostegno della destinazione. Incontri pubblici con temi specifici e con moderatore, aperti a tutti nessuno escluso, rivolti agli operatori della filiera turistica ricettiva, agli stakeholders, ai portatori d’interessi, ai beneficiari dei risultati che si attendono dalle attività del governo locale. Non disgiunta da questa riflessione, anche la possibile visione comprensoriale la cui lettura analitica innalzerà, la qualità complessiva dell’ampia area di riferimento, permettendo di valorizzare complessivamente l’offerta culturale turistica integrata del patrimonio identitario dei luoghi, per coloro che scelgono di visitarlo. Potremmo così assicurare una prospettiva di sviluppo, capace di produrre ricchezza ed occupazione strutturale e durevole. Adesso è il tempo dei fatti.

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