L’unicità della cantantessa – Non so se vi è mai capitato di ascoltare la radio in macchina e confondere qualche voce di una cantante, o di un cantante, per qualcun altro. A me succede spesso e con il passare degli anni è qualcosa di frequente. No, non dipende dalla frequenza della stazione radio di turno e nemmeno dalle mediocri conoscenze musicali. Non mi va di discutere dei cambiamenti di sistema che incidono, senza ombra di dubbio, anche sul mondo musicale. Ciò che in questo momento è importante sottolineare è che la confusione non può accostarsi a Carmen Consoli. La sua musica e la sua voce sono uniche. Non ripetibili, forse imitabili, ma nell’universo musicale rappresenta un’eccezionalità. Nell’epoca dell’identificazione di massa è una buona notizia. Era l’8 marzo del 2008 quando il “New York Times” parlava della cantantessa come “l’intellettuale rocker”. Vale la pena ricordare che la Consoli è stata l’unica cantautrice italiana di cui si è occupato il noto giornale statunitense. «Una straordinaria combinazione tra una cantante rock e un intellettuale». Una descrizione che calza a pennello con la Carmen Consoli dell’ultimo album, “L’abitudine di tornare”.

Quanti pensieri tra le note – La musica è vivace, anche se è lontana dal classico folkeggiare che abbiamo imparato ad apprezzare. Accanto alla sue inconfondibili note, come succede a molti intellettuali, Carmen Consoli riesce ad affiancare tematiche contemporanee e molto sentite nella nostra società. Guarda all’Italia, al mondo e ai problemi che ci trasciniamo dietro. Tra le note e le parole si riesce a riflettere, a pensare, a ragionare. È questo il più grande successo della Consoli. Nelle canzoni emergono le difficoltà e le vicende delle nostre vite. Carmen Consoli è riuscita a racchiuderle in un album che è un pezzo di rara bravura. Il secondo brano, “Ottobre”, racconta l’amore e l’accettazione del sentimento tra due ragazze. «I baci e le carezze sotto l’albero di limone», sono parole che fanno venire in un mente un’immagine di vero amore, che trascende e va al di là delle classiche etichette che la società ci costringe a dare anche a una parola inafferrabile come l’amore. Nel terzo brano dell’album, “Esercito silente”, Carmen Consoli si sofferma sul tema mafioso e cita la città di Palermo. Lo fa in maniera dura e affronta il concetto del silenzio che da queste parti, nonostante le indignazioni rituali, va sempre di moda.

Un’analisi non banale della nostra società – È una Carmen Consoli che ha vissuto, si è guardata intorno, ha ascoltato e dopo ha scritto questo album. Nel quinto brano, “La signora del quinto piano”, si parla di femminicidio. E alla domanda «signorina, ha mica visto l’uomo col martello?», le risposte di chi ha vissuto queste esperienze potrebbero essere colme di dolore, ansia, sofferenza, paura. Eppure sul tema non si fa abbastanza e la cantautrice catanese fa trapelare un pensiero del genere in questa canzone. Anche il tema del lavoro e della disoccupazione viene affrontato nell’album “L’abitudine di tornare”. Nel settimo brano, “E forse un giorno”, si parla di povertà, di stringere i denti tra bollette, tasse e varie spese. Carmen Consoli scrive una frase che rappresenta la realtà per molte famiglie, costrette a convincere i propri figli che qualcosa cambierà in breve tempo. Già, i ragazzi. Coloro che in questa crisi economica sono le vittime principali: «Per quanto tempo dovrò chiedere ai miei figli di stringere i denti». Carmen Consoli parla anche dei migranti che arrivano sui barconi. Un tema che ci tocca da vicino. Una vicenda che qualche politico prova a strumentalizzare per aumentare le proprie percentuali. Ne parla del nono brano, “La notte più lunga, dove questo inarrestabile processo migratorio viene descritto come «il nuovo reality in mondo visione». La cantautrice siciliana, però, mette in risalto l’umanità dei pescatori che «tesero la mano in barba ad ogni amara conseguenza, seguirono la voce della propria coscienza». In questo album c’è tutto il senso di civiltà e di umanità di Carmen Consoli. Emerge la sua analisi della società contemporanea e spicca una musica mai banale e impossibile da confondere nel vortice musicale.

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