L’Odissea di Crocetta – In principio era Penelope, la bella moglie di Ulisse, che escogitò lo stratagemma di tessere una tela per non convogliare a nuove nozze. Un’idea per allontanare il più possibile un matrimonio con qualche personaggio dei Proci. Così se di giorno tesseva la tela, la notte la disfaceva con pazienza e speranza di rivedere il suo amato sposo tornare a Itaca. Ecco, il governatore Rosario Crocetta sembra una Penelope contemporanea. Se di giorno tesse la tela della Sicilia, delle riforme, del rilancio dell’isola e della sua rivoluzione, la notte disfa ogni progetto, qualsiasi idea. Penelope, almeno, aveva un motivo valido per cimentarsi in questa attività, ma non si comprende quale sia il fine del presidente della regione Sicilia. Cucire e scucire, belle parole e pochi fatti. La storia è sempre la stessa ed è così dal primo giorno, da quando l’ex sindaco di Gela ha vinto le elezioni. Rimpasti di giunta per rimettere in moto la macchina siciliana, accordi romani, un tutor all’Economia imposto dal governo Renzi. La noia non alberga da queste parti, ma la realtà dei fatti è deprimente.

Tessere e disfare – La Sicilia è il fanalino di coda dell’Italia, la disoccupazione giovanile è a livelli insostenibili, gli investimenti nel turismo sono rallentati dalla solita “manciugghia” che si annida nei palazzi del potere e la classe politica non solo è sempre la stessa, ma non vuole rinunciare ai propri privilegi. Ed è proprio questo il punto, il motivo che ha fatto tornare d’attualità la tela del governatore Crocetta. Se nelle piazze il vulcanico presidente dichiara di lottare contro il potere dei partiti e compagnia bella, dall’altro lato non si trova d’accordo con l’idea dell’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, di tagliare gli stipendi di sindaci e consiglieri comunali. Meschini, già prendono troppo poco. E se si dovesse diminuire il loro stipendio, di conseguenza, verrebbe tirato in ballo anche quello dei consiglieri regionali. I costi della politica siciliana sono esagerati e per rendersene conto è sufficiente paragonarli a quelli di altre grandi città italiane.

Crocetta in difesa degli stipendi dei politici siciliani – L’assessore Baccei, inviato dal premier Renzi e dal sottosegretario Delrio per controllare che Crocetta non continui a disfare la tela sicula, ha inserito nella bozza di riforme da far varare all’Assemblea regionale siciliana anche una piccola nota, contenuta in un rigo in cui c’è scritto: «Equiparazione dei costi della politica negli enti locali dell’isola a quelli del resto d’Italia». I consiglieri dei comuni siciliani sono di più rispetto ai colleghi eletti nelle altre città italiane e per porre fine a questa sproporzione, recuperare denaro e provare a risanare le dissestate casse della Trinacria, l’assessore Baccei ha proposto di cancellare 1.231 consiglieri comunali e 674 poltrone da assessore. Inoltre Baccei mira a un taglio dei gettoni di presenza degli amministratori locali. Una notizia che ha fatto sobbalzare Crocetta dalla sua postazione in cui tesse e disfa la tela: «Ho fatto il sindaco e so quali sono i loro sacrifici e i rischi che corrono. Rischi che derivano dal confronto quotidiano con le categorie più disagiate e dal controllo sugli atti amministrativi da parte della Corte dei conti. Il tutto a fronte di stipendi che spesso non superano quello di un operaio».

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