Cosa Nostra «ha ancora la capacità di condizionare la politica ai più alti livelli nazionali». Lo ha affermato il magistrato palermitano Antonino Di Matteo, Pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia, durante un incontro all’Università Statale di Milano. «L’organizzazione ha saputo allacciare rapporti con soggetti politici di altissimo livello come Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi e con ex presidenti della regione Sicilia come Cuffaro e Lombardo». Di Matteo ha sottolineato che «nella sentenza definitiva a carico di Marcello Dell’Utri c’è scritto che è stato promotore e garante di un patto di protezione tra Berlusconi e i capi delle famiglie mafiose palermitane». Per quanto riguarda i rapporti tra mafia e politica, dal punto di vista del Pm, «rispetto all’epoca di Falcone e Borsellino la situazione è peggiorata. Oggi ci sono sentenze definitive, come quella su Dell’Utri, eppure non mi risulta che le persone coinvolte vengano allontanate dalla politica, ma discutono ancora su come riformare la Costituzione».

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