Castelmola - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015
Castelmola - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

Non si placano le polemiche a Castelmola tra la maggioranza e il gruppo di opposizione “Democrazia e Libertà”. Il capogruppo Nino Raneri, a tal proposito, ha voluto rispondere alla recente dichiarazione del primo cittadino, Orlando Russo, che è stata riportata il 21 gennaio su BlogTaormina. La questione è quella inerente la Tarsu e la richiesta, da parte di Democrazia e Libertà, di annullare gli avvisi di pagamento della Tarsu dell’anno 2009. Una mozione che il sindaco Russo ha detto di non esserne venuto a conoscenza e ha chiesto all’opposizione di non strumentalizzare una questione così delicata. Ecco, di seguito, la replica del consigliere d’opposizione Nino Raneri: «Chi fa dichiarazioni alla stampa non rispondenti alla verità documentale si assume in pieno la responsabilità. Questo per chiarire quanto affermato dal Sindaco Orlando Russo. Chi non sa leggere i documenti a disposizione e ritiene di essere nel vero non si può che smentire e si smentisce da sé. Le deliberazioni di Giunta che dal 2007 al 2011 sono state adottate dall’Amministrazione del tempo erano conferme di quanto deliberato dalle amministrazioni che l’avevano preceduta, ma non modificavano alcunché, né si discostavano da un regolamento adottato nel 1994 dall’Amministrazione D’Agostino della quale faceva parte il fratello di Orlando Russo».

«Ma tale regolamento non ha mai avuto applicazione per le abitazioni del territorio, se non per quelle limitrofe al centro urbano, perché così ha deliberato quella Amministrazione. Questi sono fatti documentati, come è documentato che nel 2009 non vi erano elezioni amministrative poiché si erano svolte appena due anni prima e sarebbero state poi nel 2012, quelle che Orlando Russo ha vinto sbandierando promesse. Chi dichiara il falso si deve preoccupare della Procura della Repubblica. Chi ha fatto precise promesse elettorali si deve preoccupare non solo di non averle mantenute, ma solo di averle fatte, perché, qualora lo sottovaluti, sappia che questa è corruzione e voto di scambio, non certo rispettare le norme di un regolamento che altri hanno adottato».

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