Nuove prospettiveÈ iniziato il ciclo d’incontri sui temi dello sharing economy e dell’innovazione nel mondo del lavoro. Il primo dibattito è avvenuto presso l’auditorium del liceo “Caminiti” di Giardini Naxos e il tema al centro delle discussioni è stato il coworking. Una parola contemporanea, forse persino di moda. Ma di cosa si tratta in particolare? Il coworking è un nuovo stile lavorativo che consiste nella condivisione di un ambiente di lavoro e di risorse, tra professionisti che fanno lavori diversi con approccio collaborativo. Coworking significa letteralmente “lavoro condiviso”. È un modo nuovo di concepire il lavoro che sta portando con sé un vero e proprio cambiamento culturale, economico e sociale. Una visione della realtà differente, che ha subito un’accelerata con la crisi economica e i nuovi paradigmi sociali emersi. Se la crisi è anche un’opportunità per creare qualcosa di nuovo, il coworking ne è una dimostrazione. Dopo questo profondo cambiamento sancito dal ciclo della crisi economica del 2008, il mercato del lavoro non è più come prima e di conseguenza anche l’ambiente di lavoro è destinato a mutare.

Come cambia il lavoro – Le imprese si avvalgono sempre più di collaboratori esterni e i vari freelance sono in grado di svolgere la propria professione ovunque e in autonomia grazie alle nuove tecnologie, ma sono sempre meno in condizione di potersi permettere l’affitto o l’acquisto di un ufficio. In questo contesto entra in gioco il coworking, che offre la possibilità di abbattere i costi fissi di gestione di un classico ufficio, garantisce la flessibilità d’impiego degli spazi e degli strumenti di lavoro, ma soprattutto da l’opportunità di creare una o più comunità nella quale riconoscersi e dalla quale sentirsi riconosciuti, che abbia come obiettivo una convivenza sociale e professionale. Condividere, collaborare, costruire relazioni e fare rete. Eccoli i pilastri del mondo digitale che oggi diventano le fondamenta sulle quali costruire modelli diversi da quelli precedenti. Il coworking, il lavoro ripensato come collaborazione, è uno di questi. Al centro torna l’uomo con le sue molteplici relazioni. Quindi chi pensa che la tecnologia non favorisca le relazioni umane, è costretto a ricredersi una volta compresa l’essenza del coworking.

Mauro Curcuruto: «Sensibilizzare il territorio sulle tematiche riguardanti l’innovazione» – È stato questo il tema del dibattito che si è tenuto nella giornata di venerdì a Giardini Naxos. Come ha ricordato uno dei moderatori dell’evento, Mauro Curcuruto della Smartwork Srl: «Il coworking, a livello planetario, viene ormai considerato un megatrend. L’importante è soffermarsi su una nuova concezione della condivisione degli spazi lavorativi e soprattutto su due elementi fondamentali come la contaminazione e la possibilità di moltiplicare le relazioni. L’obiettivo è riuscire a sensibilizzare questa parte di territorio sulle tematiche riguardanti l’innovazione. Non sono concetti distanti da noi, ma applicabili da un giorno all’altro come ad esempio il coworking. […] Si sta condensando un ecosistema digitale siciliano composto da persone che fanno le cose». Tra gli ospiti principali che hanno preso parte all’incontro, come non citare l’ingegnere Rigaglia, che ha aperto la prima sede del coworking a Giardini Naxos e Massimo Carraro, il fondatore della rete Cowo, il quale ha spiegato cos’è il coworking in questo momento storico e cosa sta diventando.

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