Si è da poco conclusa l’ultima fase dell’operazione denominata “Labyrinth”, coordinata in tutta Italia dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e dalle 15 Direzioni Marittime distribuite lungo tutte le coste Italiane. L’attività, cominciata a metà dicembre, ha riguardato l’intera filiera della pesca, dallo sbarco alla commercializzazione al dettaglio. L’aumento della domanda connessa alle festività natalizie, infatti, richiede da sempre un maggiore sforzo nei controlli per tutelare sia l’ambiente marino che il consumatore finale.

L’ufficio Circondariale Marittimo di Riposto ha effettuato controlli notturni e diurni allo sbarco del pescato, è intervenuto nei punti vendita al dettaglio fissi, nelle pescherie, e ambulanti, più o meno leciti. Sono state inoltre eseguite verifiche a campione nei ristoranti il 31 dicembre, congiuntamente al personale medico veterinario dell’A.S.P. del distretto di Giarre, per vigilare sul rispetto delle norme sanitarie e sulla correttezza delle specie ittiche indicate nei menù. A tal proposito, in particolare, è stata controllata sia la rispondenza delle specie indicate nei menù che le informazioni obbligatorie da fornire ai clienti in caso di prodotto congelato.

A seguito degli accertamenti sono state elevate sanzioni amministrative per 11.500 euro e sequestrati oltre otto quintali di prodotto ittico. Un pescatore professionale è stato deferito alla Procura della Repubblica di Catania per aver pescato pesce spada e tonno rosso al di sotto della taglia minima consentita. Denunciato anche un cittadino straniero per vendita al dettaglio di pesce in cattivo stato di conservazione. L’Ufficio Circondariale Marittimo continuerà l’opera di vigilanza nella zona costiera di competenza, che si estende fino a Calatabiano, e nell’entroterra.

© Riproduzione Riservata

Commenti