«Caro Direttore, le invio la mia lettera per rispondere al pretenzioso articolo letto domenica 18 Gennaio, sul redazionale da lei diretto, che portava la firma del portavoce di “Sicilia Anno Zero” Giovanni Bucolo. Capisco che parlare del Festival, in questo momento in cui inizia a Giardini Naxos la campagna elettorale, faccia notizia ed attiri l’attenzione creando visibilità ai “nuovi rampanti” che aspirano alla gestione del Palazzo. Ma non eleggiamoci rappresentanti dell’opinione dell’intera popolazione. Ieri ho ricevuto parecchi messaggi e email di solidarietà di cittadini di Giardini Naxos che credono nel Festival e soprattutto che hanno capito il senso e gli obiettivi che si prefigge. Ricevo settimanalmente telefonate di persone che vogliono “donare il proprio muro” al Paese chiedendo la possibilità di far realizzare un murales di un artista del Festival nelle facciate delle proprie abitazioni.

Credo sia importante chiarire alcuni punti sulla progettualità “assolutamente mirata” che è la base strutturale su cui si sviluppa l’idea del Festival. Il movimento della “Street Art” è stato ormai consacrato e storicizzato come movimento artistico trasversale, dopo due decenni di curiosità e interesse sempre crescente da parte di critici, galleristi, collezionisti, editoria e stampa specializzata, ha finalmente l’opportunità di definirsi come punto fermo nell’attuale panorama artistico mondiale. Per Street Art si intendono tutte quelle manifestazioni artistiche compiute in spazi pubblici (realtà assolutamente distante dal fenomeno del “graffiti writing” che vogliono imporre a tutti i costi il loro nome a prescindere dal senso sia concettuale che estetico dell’opera) dando vita ad un processo creativo che si contestualizza nello spazio che lo circonda trasformandolo in “Opera d’Arte”.

Sicuramente ci sono dei muri realizzati in questi anni a Giardini Naxos che bisogna sistemare, altri che non vanno bene, ed altri ancora di cui bisogna chiarirne il “senso dell’artista” a chi affronta per la prima volta quella che è un’iconografia contemporanea. Mi riferisco al muro di Luca Ledda (in via delle rimembranze) che è un artista sensibilissimo e che porta avanti un lavoro da anni contro le violenze sugli animali che vengono sfruttati e trasformati in cibo spazzatura. O all’omaggio all’Etna, e alla forza che trasmette sulla nostra terra il potente vulcano, realizzato da Marco Tamburro attraverso la lava che fuoriesce sul paese dal rubinetto per rientrare nella terra creando forza ed energia. Allo stesso muro di Rae Martini che ha portato un contributo metropolitano cercando di interagire con un’opera del maestro Azzolina ormai abbandonata a se stessa, creando un dialogo interessante tra le due opere che rappresentano due modi di vivere la creatività. Abbiamo realizzato 36 murales fino ad oggi e alcuni dei quali sono opere grandiose e molto interessanti e di queste se ne parla poco ovviamente.

Va bene l’identità legata alla prima Colonia Greca, ma la Street Art e l’Arte Contemporanea in genere si occupano di comunicare significati “attuali” cercando di creare la storia trasformandola. Questi nuovi artisti sognano un mondo nuovo e lottano per modificarlo attraverso l’Arte e noi a Giardini Naxos stiamo riuscendo sul serio a comunicare al mondo con il nostro Festival. Siamo diventati tra i Festival Internazionali più importanti in Europa. Emergence è il risultato del potere comunicativo dell’arte, infatti è stato catturato da Sky Arte HD nella sua edizione del 2013 in uno speciale presentato dal rapper Frankie Hi-NRG, disponibile sulla piattaforma TV e web di Sky e in forma riservata a questo indirizzo: http://www.emergencefestival.com/promo/ (password str33t).

Nell’edizione 2014 è stato inserito dall’Istituto di Cultura di Google all’interno del Street Art Project (è possibile scaricare l’applicazione direttamente sul sito www.emergencefestival.com ) che supporta attualmente più di 30 istituzioni culturali internazionali ed in Italia siamo stati scelti noi a Giardini Naxos insieme al Maxxi di Roma (Museo Italiano di Arte Contemporanea) e Palazzo Madama e altre due strutture museali importanti di Venezia e Torino. Tra qualche settimana si vedrà il lancio mondiale della piattaforma di Google dove si troverà anche Giardini Naxos con “Emergence Festival”. L’identità della prima Colonia Greca, di cui parla l’articolo, è stata purtroppo coperta dal CEMENTO della speculazione edilizia e da una mal gestione della cosa pubblica negli anni passati e da un approccio antiquato e poco imprenditoriale nella gestione dell’industria turistica.  Vivo fuori da decenni e rientrato ho trovato un paese distrutto, depredato, violentato.

Con il mio progetto ho cercato di mettere delle “toppe” (e questa è solo un’attività tra le migliaia che si potrebbero sviluppare) a questa “incresciosa eredità” dataci dalle vecchie generazioni, portando un po’ di sana e positiva visibilità con uno sguardo al contemporaneo. Cittadina che ha perso un’identità precisa e che disorientata si trova a cercare delle soluzioni immediate. Da questo momento di crisi nasce l’idea del Festival che potrebbe portare al paese dei vantaggi sia a breve termine che a lungo termine molto importanti: per le opere urbane che riqualificano strutturalmente il paese abbellendolo nella sua estetica e dandone un’immagine positiva a chi viene da fuori; per una maggiore visibilità, importantissima per un paese che vive di turismo, grazie alla partecipazione di artisti famosi ed internazionali; per il richiamo attraverso attività di arte di un turismo di qualità che a loro volta porta un’immagine positiva ed esclusiva alla cittadina; per l’arte urbana che con il suo linguaggio semplice ed immediato si avvicina al popolo verso una democratizzazione della cultura. Per queste ragioni il paese di Giardini Naxos ha creduto opportuno di organizzare il “Festival Internazionale di Interventi Urbani” nella speranza che le opere selezionate, oltre ad una meritata ammirazione e riqualificazione del territorio, possano suscitare una riflessione più ampia sulla forza simbolica di un fare arte che superi ogni confine, ogni regola, ogni muro. Per realizzare questo serve che sia le “Istituzioni”, “l’industria del turismo” e soprattutto i “cittadini” capiscano l’importanza di un progetto di questo tipo e di come possa avere dei risultati immediati e stabili per un futuro migliore del paese».

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