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La barbarie riassunta da Shlomo Venezia – «Altre volte mi hanno chiesto se qualcuno sia mai rimasto vivo nella camera a gas. Era difficilissimo, eppure una volta una persona è rimasta viva. Era un bambino di circa due mesi. C’era una mamma che stava allattando questo bambino. La mamma era morta e il bambino era attaccato al seno della mamma». Questo breve e disumano avvenimento è stato reso noto da Shlomo Venezia e racchiude, più di qualsiasi altro pensiero e riflessione, cos’è stato lo sterminio di oltre 6 milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti. Il Giorno della Memoria ci aiuta a ricordare, perché in questo modo dovremmo sensibilizzare le nuove generazioni a non commettere più gli stessi errori. La filosofa Hanna Arendt aveva parlato di “banalità del male”, con particolare riferimento ad Adolf Eichmann, uno dei responsabili principali dell’eccidio del popolo ebraico. Un evento che ha cambiato la storia. Forse il peggiore che l’umanità ricordi. Un odio cresciuto nei secoli, fomentato da diversi atteggiamenti e pensieri antisemiti, che ha trovato il culmine in quei maledetti campi di sterminio.

L’antisemitismo bipartisan – Auschwitz, Mauthausen, Bergen-Belsen e tutti gli altri, sono diventati dei musei, dei moniti per l’umanità, che deve ricordare cosa è successo quando si è oltrepassato il limite, quando la follia xenofoba e antisemita ha preso il sopravvento. Già, l’antisemitismo. Un cancro dal quale non si riesce a guarire. Nonostante le innumerevoli e continue cure, non si riesce a sradicarlo dal terreno europeo. Anzi, negli ultimi anni ha ripreso vigore. Si è rafforzato, in virtù di tutti quegli estremismi e populismi che animano il vecchio continente. Per non parlare del fondamentalismo islamico dell’Isis e di Al Qaeda, che considerano l’ebreo l’eterno nemico della loro ideologia. L’ebreo è un personaggio guardato con diffidenza e il colore politico, in questo caso, non è una discriminante. Herbert Pagani, in “Arringa per la mia Terra”, ricorda come «l’antisemita di destra rimprovera agli ebrei di aver fatto la rivoluzione bolscevica. È vero. C’erano molti ebrei nel 1917. L’antisemita di sinistra rimprovera agli ebrei di essere i proprietari di Manhattan, i gestori del capitalismo… È vero ci sono molti capitalisti ebrei».

Le attività all’Istituto Pugliatti – In un modo o nell’altro si trova una scusa per odiare l’ebreo. La storia della sinistra italiana, come aveva denunciato Pier Paolo Pasolini, è piena di gesti antisemiti, di odio nei confronti degli ebrei. Lo stesso vale a destra, dove si è degenerato con le ideologie del Novecento. Per tutti questi motivi diventa fondamentale ricordare, non dimenticare ciò che è accaduto. Soprattutto nell’epoca contemporanea le nuove generazioni devono sapere cosa è successo, quali sono stati i risultati di secoli d’odio e falsità sugli ebrei. Lo sterminio nazista, infatti, è stata la gigantesca conclusione di una questione ebraica che ha accompagnato la storia dell’uomo per millenni. Anche a Taormina, attraverso l’impegno dell’assessore alla Cultura, Alessandra Caruso, si ricorderà uno dei momenti più tragici per l’Europa e il mondo intero. Nell’auditorium dell’Istituto superiore “Salvatore Pugliatti, giorno 27 gennaio, si organizzeranno varie attività per sensibilizzare e far conoscere meglio ai ragazzi la tragedia dell’Olocausto. All’iniziativa parteciperanno anche le terze medie e purtroppo, ha detto l’assessore Caruso, «non è stato possibile coinvolgere le prime e le seconde medie per questioni di spazio». Nella giornata, inoltre, ci sarà la possibilità di ascoltare in streaming, tramite il sito del “Sole 24 Ore”, la testimonianza di Liliana Segre, una delle sopravvissute all’orrore dei campi di sterminio nazisti. Del resto, come dice Elie Wiesel, «la conoscenza muore se non è condivisa».

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