«Io vivo in te Federico». È da questo messaggio tenero e forte al contempo, che deve essere stato conquistato Giancarlo Giannini dopo aver letto la sceneggiatura di Amari ricordi, il cortometraggio, che è un grande omaggio al genio di Federico Fellini. Il corto sarà proiettato in anteprima nella Casa del Cinema di Roma, all’interno di villa borghese, mercoledì 28 gennaio alle 18,30. Nel biglietto d’invito è già nascosta l’eleganza grafica della film Machine Production, che richiama il genio di Fellini con dei disegni che ricordano quelli del maestro, e uno dei suoi film più grandi evidenziati, nel titolo del cortometraggio.

La “Movie Machine Production” nasce nel 2009 dall’intraprendenza dell’attore Massimiliano Cardia, che ha voluto creare una realtà di studio “alternativa” alle scuole di Cinema e Teatro ufficiali. Da questa realtà più dinamica, che garantisce a giovani attori, registi, danzatori, e artisti vari, la possibilità di approfondire le proprie capacità studiando con i più grandi nomi del mondo dello spettacolo internazionale, è nata la collaborazione con Susy Mennella la giovane attrice e sceneggiatrice napoletana, dalla cui mente è scaturita esattamente come nel mondo magico del grande regista, da un sogno, l’idea di un omaggio a Fellini.

Dopo una giornata di studio in teatro, dove aleggiavano aneddoti sulla figura del grande regista, cui per ben cinque volte è stata assegnata la magica statuetta degli oscar, Susy Mennella, innamorata del cinema e della poesia dei capolavori felliniani ha messo giù il sogno in forma di sceneggiatura e l’ha sottoposta a Giancarlo Giannini che apprezzando il lavoro si è detto anche entusiasta di interpretarlo. Grazie a Massimiliano Cardia produttore della Movie Machine si è creato subito uno staff molto energetico, diretto dal regista Piermaria Cecchini. Il regista ha trovato nella sceneggiatura «non solo un tributo a Federico Fellini e Giulietta Masina, ma anche la cifra del loro amore, e del loro amore per il cinema. In questo cortometraggio riprendono vita le poetiche atmosfere attraverso le quali Fellini ha regalato al mondo nuovi scenari per la fantasia. Oltre che per il testo che ha scritto, Susy mi ha colpito per l’ingenua grazia con la quale da vita alla “Gelsomina” del corto». Dalla sua mano sono arrivati preziosi consigli per raggiungere la straordinaria passione utile a ricreare il mondo onirico di Fellini. E da qui lo stupore, la meraviglia, il candore, la tristezza, ma anche il sogno, sempre presente come motore che veicola l’incanto e il realismo magico del grande regista.

Esalta il tutto ancora di più la carismatica figura di Giancarlo Giannini, altro interprete storico del nostro cinema, la cui partecipazione, a cominciare dal film della Wertmuller ”Pasqualino sette bellezze”, per cui fu candidato all’oscar come attore, è sempre segno di grande qualità e di enorme spessore emotivo. A recitare insieme con lui, dando vita al personaggio di “Gelsomina” è proprio Susy Mennella che oltre a trovare la cifra di quell’ingenua grazia e quella morbidezza che il ruolo richiedeva, riesce a far percepire la passione per il cinema e l’amore per la figura che l’ha tanto arricchita. Di lei anche colpisce la determinazione con la quale ha perseguito il suo sogno personale. Già attrice con alle spalle esperienze teatrali e cinematografiche di un certo rilievo, alle prese con l’idea di un tributo al cinema e a un grande maestro come Fellini, nonostante le difficoltà, è riuscita a trovare la tenacia e la forza necessarie per concretizzare i suoi sforzi e vedere realizzato il suo sogno. Si fa bene ad insistere quando si è in possesso di una valida idea, e l’insegnamento e la citazione a questo punto diventano quasi banali: niente è impossibile.

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