Corso Umberto Taormina - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

Nel mese di dicembre diminuiscono turisti stranieri e italiani – La matematica non è un’opinione, ma almeno in questo caso un’eccezione la si deve fare. I numeri sul flusso dei turisti nella perla dello Jonio, infatti, farebbero pensare a un netto miglioramento per la principale attrazione della Sicilia, invece tra i vari “totali” emersi dal documento del Servizio turistico regionale, ci sono alcuni numeri preoccupanti, per non dire allarmanti. Il 2014, secondo i dati forniti, si chiude con un +4,09 per cento, grazie a 1.026.996 pernottamenti contro i 986.642 del 2013. Numeri che porterebbero la perla dello Jonio ai fasti di inizio millennio, quando i pernottamenti raggiungevano il numero di 1.079.159. Ma l’analisi deve essere più approfondita. Brutti risultati giungono dal mese di dicembre, considerando che c’è stata una flessione del 4,25 per cento rispetto al 2013. Per essere precisi le presenze registrate sono state 11.679, contro le 12.198 dell’anno precedente. Gli stranieri, secondo le presenze nel mese di dicembre negli esercizi ricettivi, sono diminuiti di 118 unità assolute, e lo stesso vale per gli italiani che hanno registrato una flessione di 411 presenze assolute nel 2014. Numeri che portano al centro del dibattito il tema della destagionalizzazione, di cui tanto si parla e poco si fa nella terrazza che si affaccia sul Mediterraneo, e del Natale che, nonostante gli sforzi compiuti nelle ultime settimane, è stato sotto tono.

Crolla il turismo dal Giappone – Una flessione, seppur lieve, si è registrata nel mese di gennaio 2014, dove le presenze sono diminuite di 31 unità in assoluto nel settore del turismo straniero, mentre le presenze italiane sono cresciute di 786 unità. Meglio utilizzare i dati reali e non le percentuali, per rendersi conto di ciò che dicono questi dati del Servizio turistico regionale. La flessione è stata molto più netta nei mesi di febbraio e marzo, dove le presenze sono crollate rispettivamente di 578 unità e 4.366 unità per quanto riguarda gli stranieri. E lo stesso si può dire delle presenze italiane, scese di 201 e 178 unità in assoluto nei mesi di febbraio e marzo. Curioso anche il calo di presenze straniere durante il mese di maggio, dove c’è stata una flessione di 1.966 unità in assoluto, mentre le presenze italiane hanno avuto un incremento di 4.501 unità in assoluto. Sempre secondo questi dati, è curioso leggere i numeri del mercato estero. La flessione, a quanto pare, colpisce soprattutto i settori storici che caratterizzano il turismo taorminese. Nel mese di dicembre 2014, paragonato con dicembre 2013, i grandi stati come Germania, Francia, Spagna e Cina hanno tenuto (anche se c’è stata una leggera flessione di Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia e un crollo di turisti in arrivo dal Giappone con un meno 194 clienti giunti nel 2014 a Taormina).

Sfatato il mito del turismo dalla Russia. In crescita quello dalla Turchia – A proposito di dati negativi, quello che preoccupa sono i dati di tutto l’anno solare. Tenendo in considerazione i dodici mesi, infatti, bisogna tenere in considerazione un crollo dei clienti in arrivo da Francia e Germania, rispettivamente con -971 e – 960 clienti in assoluto. Crolla anche il mercato norvegese, con una perdita, rispetto al 2013, di 844 clienti, per non parlare dei pessimi risultati del turismo proveniente dalla Russia. Il famoso Paese che dovrebbe “arricchire” Taormina, rispetto all’anno precedente, ha fatto registrare una flessione di 1.303 clienti. Lo stesso vale per l’Ucraina con un meno 301 clienti rispetto al 2013. Gli altri paesi dell’est, come la Slovacchia, la Romania, la Polonia, la Lettonia e la Lituania si trovano su un’altalena che sposta pochi turisti, anche se la maggior parte di questi è alla ricerca del viaggio esclusivo e quindi è disposta a spendere interessanti somme di denaro. In poche parole si tratta dei cosiddetti “nuovi ricchi”. Poi c’è l’incremento di un altro mercato in espansione, quello della Turchia, che ha fatto registrare, rispetto al 2013, un aumento di 740 clienti nei vari esercizi ricettivi. Sempre con riferimento al mercato estero, bisogna sottolineare che tiene il turismo dagli Stati Uniti, mentre crescono, seppur sensibilmente quello dal Canada e dall’Australia. Queste due sono delle realtà da tenere sott’occhio per la loro costante e naturale crescita.

I principali turisti italiani a Taormina sono siciliani – Cina e Brasile, due super potenze emergenti, crescono come clienti a Taormina, ma troppo poco. I cinesi fanno registrare un incremento di 733 clienti, mentre i brasiliani nella perla dello Jonio sono stati 880 in più rispetto al 2013. Alquanto preoccupante è il crollo dei giapponesi, che confrontati all’anno precedente sono diminuiti di 2.241 clienti in assoluto. Con il segno meno anche due paesi dalla grandi potenzialità, come Corea del Sud e India che hanno fatto registrare, rispettivamente, una diminuzione di 53 e 83 clienti rispetto al 2013. Per quando riguarda il turismo italiano, la Sicilia si conferma la regione con il maggior numero di turisti arrivati a Taormina. Sono 2.250 clienti in più, ma in un simile contesto bisognerebbe essere in grado di comprendere quali sono le reali esigenze di questi viaggiatori. Sono sostanzialmente stabili i clienti dal Veneto (33 clienti in più rispetto al 2013) e i numeri fatti registrare qualche decennio fa dalla regione del nord sono soltanto un ricordo.

Taormina, c’era una volta l’esclusività – La situazione non è delle migliori per gli hotel, che certificano la crisi del turismo esclusivo e la crescita del “turismo di massa”. Un fenomeno che non incrementa la ricchezza della perla dello Jonio. Salgono i numeri, ma i portafogli non si riempiono. Un bel problema per la stupenda Taormina, che della sua esclusività ha sempre fatto un vanto e il principale tratto distintivo. La “diva Mediterranea”, invece, si sta riducendo a meta di massa, con tutto quello che ne consegue sia per il comune che per gli imprenditori e gli albergatori che lavorano sul luogo. Un dato che conferma un’analisi del genere è quello che fa riferimento agli arrivi e alle permanenze negli alberghi della perla dello Jonio, ponendo in evidenza soprattutto quelli a cinque stelle, i quali hanno fatto registrare una preoccupante flessione con una perdita, rispetto al 2013, di 1.377 arrivi e una flessione ancora più evidente la si nota nella perdita di 7.665 presenze. Nella loro complessità i numeri degli alberghi aumentano relativamente (grazie alle promozioni di hotel con meno stelle), mentre crescono i numeri di esercizi complementari. Si tratta di affittacamere, campeggi e vari alloggi che nel contesto di Taormina sono ininfluenti e non sono in grado di smuovere le acque.

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