Nella Piana di Catania sono in crescita i furti di agrumi. Una situazione preoccupante che ha convinto il Distretto Agrumi di Sicilia, in rappresentanza di 138 partner tra aziende private, enti pubblici e rappresentanze agricole, a richiedere un incontro urgente al Prefetto di Catania per provare ad arginare il fenomeno. E a tal proposito, nel documento firmato dalla presidente, Federica Argentati, e dai vertici etnei di Cia (Giuseppe Di Silvestro), Coldiretti (Giovanni Pappalardo), Confagricoltura (Giovanni Selvaggi), Fruit Imprese Sicilia (Salvatore Laudani), Confcooperative, Legacoop e AGCI (Gaetano Mancini e Giuseppe Giansiracusa, Silvana Strano), si sono messe in evidenza alcune iniziative per risolvere il problema: il sequestro della merce, venduta da ambulanti o nei mercati, da parte delle Forze dell’Ordine; il controllo in entrata e la vendita all’ingrosso di agrumi al Mercato Ortofrutticolo di Catania (MAAS), con verifica dei documenti fiscali di accompagnamento delle transazioni di agrumi, sin dalla sorgente iniziale dei prodotti; un sistema di informazione per i cittadini delle azioni repressive in corso e l’invito agli stessi a non comprare agrumi al di fuori dei circuiti commerciali regolari.

Nella missiva inviata dal Distretto Agrumi di Sicilia al Prefetto trapela la preoccupazione dei lavoratori: «Riceviamo sempre più segnali dalle aziende di produzione del territorio di continui e dilaganti furti di agrumi in campagna, ad un livello mai era registrato prima. Chi coltiva agrumi ci conferma come il fenomeno, da sempre presente, abbia raggiunto limiti che, oltra a mettere seriamente in difficoltà il reddito dei produttori agricoli, li espone in termini di sicurezza ed incolumità, propria e dei dipendenti. Senza contare che la frutta rubata entra illegalmente in commercio con un rapporto “qualità-prezzo” molto basso e dunque con ulteriore danno per la filiera onesta di produzione-distribuzione che, di conseguenza, non può competere a simili condizioni. Proprio in una fase storica dell’agrumicoltura siciliana in cui i soci del Distretto, sottoscrittori del Patto di Sviluppo, sono impegnati in un percorso di valorizzazione della produzione attraverso meccanismi che garantiscono trasparenza, legalità e tutela dell’intera filiera. Un impegno per un’eccellenza del territorio che è anche una delle voci più importanti del PIL regionale e di quello della provincia etnea in particolare».

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