Si è inaugurato ieri (18 gennaio alle ore 18.00) nei locali di Palazzo Pignatelli, il Museo del Cinema “Charlie Chaplin”. Un’iniziativa dell’Istituto Culturale di Sicilia per la Cinematografia-Onlus in collaborazione con il Comune di Gela. Ideatore e promotore dell’iniziativa Gianni Virgadaula, regista e sceneggiatore, curatore e docente di molti corsi cinematografici, presidente dell’Istituto culturale di Sicilia per la cinematografia e membro dell’Associazione Italiana per le ricerche di Storia del Cinema. Virgadaula è conosciuto soprattutto per il suo ultimo film “La domenica del Signore”, che s’ispira a “Diario di un curato di campagna” di Robert Bresson. Nel film Rosario Tandurella interpreta il ruolo di Don Angelo Arcinò, parroco di un piccolo borgo marinaro catanese, che vive una grave crisi vocazionale.  «Oggi si parla spesso in negativo della Chiesa e dei loro ministri – racconta Gianni Virgadaula – e parlare della solitudine e del coraggio di un sacerdote è una scelta rischiosa non di moda, ma serve a far apprezzare il loro operato in campo sociale. È un lavoro che sento e che mi ha trasmesso tanto nel realizzarlo».

Nel cast anche Guia Jelo, Ornella Giusto, Barbara Giumara, Anna Passanisi ed Andrea Rizzo con la colonna sonora originale di Marco Werba. Anna Passanisi e Nino Genovese, critico e storico cinematografico, sono stati la madrina e il padrino dell’inaugurazione del museo dedicato alla grande regista e attore britannico. Il programma della serata ha visto in scaletta la proiezione del film “Il monello” girato da Chaplin nel 1921 e un collegamento in diretta con il regista Pupi Avati. Durante la serata sono inoltre intervenuti il sindaco di Gela Angelo Fasulo e l’Assessore all’istruzione Giovanna Cassarà. Il museo del cinema “Charlie Chaplin” è il secondo museo che in giro di un paio di mesi viene aperto nello splendido Palazzo Pignatelli. Si è inaugurato, infatti, alcuni mesi fa il museo della civiltà contadina e marinara gelese.

Il museo raccoglie diversi materiali utilizzati in passato dai contadini, quando Gela – prima dell’avvento del petrolchimico – basava la sua economia proprio sull’agricoltura. E’ possibile ammirare all’interno del percorso museale anche materiali appartenenti alla marineria gelese, una fiorente attività che offriva centinaia di posti di lavoro. A Gela inoltre vi è uno dei musei storici archeologici più importanti in Sicilia, anche se purtroppo poco conosciuto e visitato, che contiene circa 4200 reperti cronologicamente distribuiti dalla preistoria all’età medievale. Il museo Archeologico Regionale di Gela è stato da poche settimane arricchito di ben 39 “lingotti” di oricalco – una lega di rame e di zinco, inferiore, nell’antichità, solo a oro e argento – una macina in legno e una statuetta, tesoro databile al VI sec. a.C. che i fondali di Gela hanno restituito alla luce.

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