Il comune di Santa Marina di Salina ha reso note alcune novità riguardanti il Faro di Lingua. Due giorni fa il Gal Isole di Sicilia ha notificato al Comune di Santa Marina Salina la concessione di un contributo di 284.206,99 euro per la ristrutturazione del simbolo identificativo per eccellenza del territorio comunale. La struttura, che da 40 anni versa in stato di abbandono, fu ottenuta dall’Amministrazione Lo Schiavo in concessione ventennale dall’Agenzia del Demanio. Collocato in una location da sogno da dove è possibile ammirare uno degli scorci più belli e suggestivi dell’isola, scelto negli ultimi anni da molte coppie di sposi come sede per celebrare indimenticabili matrimoni, il Faro sarà ora destinato ad accogliere un museo del mare e del sale. Il finanziamento è stato ottenuto ai sensi della misura 323 azione B, attuativa della misura 413 del Piano di Sviluppo Rurale della Sicilia di cui il Gal è soggetto attuatore. Il Comune di Santa Marina Salina potrà quindi bandire la gara d’appalto per la realizzazione dell’opera che dovrebbe essere così ristrutturata entro la fine del 2015.

«Il Faro rappresenta un simbolo unico – ha commentato il primo cittadino di Santa Marina Salina Massimo Lo Schiavo – che andava in ogni modo riqualificato e riconsegnato alla comunità ed alle centinaia di turisti che ogni anno giungono da ogni parte del mondo per ammirarlo. Con questo spirito e con questa precisa volontà ho lavorato, superando ostacoli in apparenza insormontabili, affinché l’Agenzia del Demanio concedesse la struttura al Comune. Oggi raccogliamo finalmente i primi frutti di quella che ieri sembrava a molti una scommessa azzardata e possiamo così gettare concretamente le basi di un’opera che considero strategicamente rilevante oltreché un’importante opportunità di sviluppo per l’intera isola di Salina.  Il progetto finanziato prevede il recupero della struttura, escluso il fanale che resterà di competenza di Marifari, e l’allestimento, nei locali interni, di uno spazio dedicato alla risorsa mare ed alle tradizioni rurali. Si tratta inoltre del naturale completamento del circuito museale comunale, che consta già oggi di due importanti spazi quali il museo etno-antropologico, dove sono gelosamente conservate le più antiche tradizioni del nostro territorio, ed il museo archeologico inaugurato dalla mia Amministrazione nel 2009 dove, tra i tanti interessanti reperti, si può ammirare quello che a mio parere rappresenta un unicum di bellezza: la collana di Portella».

«I presupposti per una riqualificazione vera e completa dell’area ci sono a mio parere tutti, conclude il Sindaco Lo Schiavo. Adesso però mi aspetto che l’Assessore regionale al territorio e all’ambiente Maurizio Croce riesca a sbloccare l’iter del progetto per la messa in sicurezza dell’intera area di punta Lingua, sede sia del faro che dell’antica salina di epoca romana. L’opera, già finanziata da 5 anni con 2 milioni di euro, è ancora bloccata da assurde prescrizioni di alcuni uffici regionali: se non si interverrà tempestivamente, un sito di rilevante pregio naturalistico rischia di essere irreversibilmente danneggiato sotto i colpi inesorabili dei marosi. Dal canto mio, ho già dato mandato agli uffici competenti di completare tutti gli adempimenti mancanti nel più breve tempo possibile e poter così pubblicare al più presto il bando di gara: il mio sogno è che la luce di un Faro finalmente rinnovato e restituito al suo antico splendore possa illuminare la prima notte dell’anno che verrà».

© Riproduzione Riservata

Commenti