Enzo Caragliano
Il sindaco di Riposto (CT) Enzo Caragliano

Troppe situazioni degradanti nei campi periferici del Paese – Le vicende della famosa finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, con gli scontri violenti tra i tifosi partenopei e romani, a quanto pare, non hanno insegnato proprio nulla. Se gli italiani si dimostrano bravissimi nei minuti di silenzio e nella costernazione post incidenti, con il trascorrere del tempo dimentichiamo quello che è successo e tendiamo a commettere gli stessi errori. Non potrebbero spiegarsi in altro modo tutti quei fatti di cronaca che si verificano nei campi periferici del Paese. Nei luoghi in cui dovrebbero formarsi i nostri ragazzi, con valori sportivi nel senso letterale del termine, invece, si assiste a situazioni imbarazzanti, degradanti, che fanno allontanare quel pubblico, già poco numeroso, assiepato sugli spalti. Chi ha un amico arbitro lo sa bene. Soprattutto nel mondo del calcio, da quello dilettantistico in giù, arbitrare una partita vuol dire rischiare la propria incolumità. Quante volte un arbitro si è dovuto chiudere in uno spogliatoio, è stato costretto a fuggire, oppure gli è stata rovinata la macchina a pietrate? Troppe volte.

I fatti avvenuti nel campo sportivo di Torre Archirafi – Nelle emergenze del sistema calcistico nazionale andrebbero denunciate, con una certa costanza, anche queste situazioni. Altrimenti non si comprende in che senso si parla di valorizzare i vivai, i nostri ragazzi, se dopo vengono abbandonati a se stessi in un ambiente degradante che non trasmette nulla di buono. Il tempo in cui la televisione veniva accusata di fungere da “cattiva maestra” sono passati. Ormai le principali piattaforme mettono in ombra comportamenti non sportivi e sono pronti a condannare qualsiasi gesto fuori dal contesto dei valori dello sport. A maggior ragione non ci sono giustificazioni per i fatti che si sono verificati durante una partita di calcio nel campo sportivo di Torre Archirafi, nel corso della quale l’arbitro è stato aggredito da un calciatore, mentre numerosi giocatori della squadra ospite, l’Antillese, hanno subito una serie di furti. Il sindaco di Riposto, Enzo Caragliano, ha bollato come «episodi delinquenziali» questi fatti e ha voluto inviare una lettera di solidarietà al primo cittadino di Antillo, Davide Paratore, in cui si ricorda che «Riposto è in ogni caso una città di gente perbene».

Enzo Caragliano: «Riposto è in ogni caso una città di gente perbene» – «Carissimo Collega, gli spiacevoli e deplorevoli episodi avvenuti in una struttura sportiva della città che mi onoro di amministrare – scrive Caragliano nella missiva – mi spingono a scriverti questa lettera innanzitutto per sottolinearti la mia piena solidarietà per i fatti verificatisi la scorsa domenica in danno ad alcuni giocatori dell’Antillese. Certamente va, altresì evidenziato che l’episodio in questione ha visto protagonista solo un gruppo di teppisti, perché di questo si tratta, che ha voluto trasformare una serena partita di calcio in una bolgia infernale nel corso della quale, oltre ai furti perpetrati all’interno degli spogliatoi c’è stato poi la sconcertante aggressione subita dal direttore di gara che è stato “punito” platealmente per una sua decisione arbitrale. Orbene, premesso ciò, è opportuno ribadire nel contempo che i fatti di domenica scorsa non vanno generalizzati ma, come detto, si inquadrano in un inqualificabile episodio isolato. Peraltro ci affidiamo alle indagini dei carabinieri che, sul caso, hanno avviato tutti gli accertamenti che si richiedono». Il sindaco della cittadina in provincia di Catania, inoltre, ha voluto sottolineare che «Riposto per la sua storia non può essere certamente additata come luogo simbolo di violenze, al contrario, Riposto è una città laboriosa che punta alla salvaguardia della propria immagine e che condanna fermamente ogni forma di violenza compresi gli episodi di teppismo sfrenato come quello verificatosi la scorsa domenica nel campo sportivo di Torre Archirafi. L’Amministrazione tutta conferma quindi la piena solidarietà per i fatti accaduti ma, al tempo stesso, ne prende le distanze. Riposto è la città del dialogo del confronto costruttivo e non sarà mai ostaggio di chi usa violenza».

© Riproduzione Riservata

Commenti