Monumenti di “munnizza” nell’isola – Trascorrono le settimane, è nata una nuova giunta Crocetta, ma la spazzatura è sempre al suo posto. Uno dei problemi incombenti dell’isola non è stato risolto e nei prossimi mesi si potrebbe arrivare al collasso. Una situazione, dicono gli esperti, peggiore di quella che qualche anno fa ha vissuto la città di Napoli. Nella cittadina di Cinisi, per esempio, la gravità ha oltrepassato ogni limite. Nel luogo famoso per la storia di Peppino Impastato, “la montagna di merda” citata dall’attivista politico non è mai andata via. E chi la smuove! No, il riferimento non è alla mafia. Bensì alla “munnizza”, che ormai è diventata un monumento cittadino con tanto di gabbiani (e non di piccioni!) che gli “scagazzano” sopra. Cinisi è solo un esempio. Le altre realtà isolane non stanno vivendo giorni migliori, così la Sicilia è piombata nell’emergenza rifiuti. Un puzzolente campanello d’allarme che non sembra aver convinto il ministro dell’Ambiente, il quale è perplesso sul dossier inviato da Palazzo D’Orleans che chiede i poteri speciali in materia di rifiuti. A quanto pare nel palermitano e nel trapanese sono nate nuove montagnelle (di “munnizza”) e la situazione è critica anche nel messinese e nel catanese, dove da qui a breve potrebbero sorgere delle colline “fituse”.

“Poteri speciali”? No, un piano serio di raccolta differenziata – I vari presidenti che si susseguono alla guida della regione vanno a Roma con il desiderio di ottenere dei poteri speciali nell’ambito dei rifiuti. Purtroppo per loro, però, nella capitale non riescono a parlare con qualche nerd e allora “poteri speciali” diventa un concetto privo di significato, almeno in questo contesto. Invece di chiedere questi “poteri” i nostri politici potrebbero sforzarsi di mettere in piedi un piano di riciclo degno di questo nome. Una raccolta differenziata, un progetto in grado di trasformare la “munnizza” in bene economico, proprio come fanno in Scandinavia. I “poteri speciali” lasciamoli a Spider Man o a Superman, anche se c’è la tentazione di vedere qualche presidente di regione in costumino. Pazienza, utilizzeremo l’immaginazione. Ciò che serve sono progetti ambiziosi nel rispetto dell’ambiente e della bellezza della Sicilia. Già, una vicenda del genere è una bestemmia anche verso Madre Natura che ha donato a questa terra qualcosa di straordinario.

L’iniziativa “pulita” di Santa Teresa di Riva – Oltre a progetti ambiziosi, però, serve anche un cambio di mentalità. Magari finirla di pensare che i torrenti sono discariche a cielo aperto, oppure che i cassonetti sono pittoreschi focolai. In questo modo di pensare si inserisce anche il concetto del riuso. Qualcosa di molto interessante sia dal punto di vista ambientale che sociale. A tal proposito, nella giornata di domani, nella piazza Municipio di Santa Teresa di Riva, si terrà il secondo appuntamento della “Festa del Riuso”. «Un’occasione d’incontro tra i cittadini del comprensorio jonico, che offre la possibilità di scambiare oggetti in buono stato, utilizzabili o riparabili, incoraggiando il riutilizzo dei beni e promuovendo la riduzione della quantità di rifiuti destinata alle discariche», dicono gli organizzatori. Lo scambio avverrà dalle ore 10 alle 17 e durante la manifestazione verrà distribuito “il ricettario degli avanzi”, contenente dei suggerimenti per riutilizzare gli avanzi del pranzo o della cena. Si tratta di un evento particolare organizzato dal Comitato Jonico Beni Comuni e dalle associazioni APE – Aula Permanente di Ecologia, o2Italia, Zero Waste Sicilia, Rifiuti Zero Sicilia, Agesci – S. Teresa di Riva, Riciclare è meglio che Inquinare – L.A.R.C. Sicilia, E Berta Filava, col patrocinio del comune di Santa Teresa di Riva.

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