Alberto Contador sull'Etna - Giro d’Italia 2011
Alberto Contador sull'Etna - Giro d’Italia 2011

“El Pistolero” sull’Etna – I successi del siciliano Vincenzo Nibali hanno degli effetti immediati. Il riferimento non è alla notorietà che circonda il campione di Messina, che ogni tanto si fa un giretto anche per qualche noto salotto televisivo. L’importanza dello squalo dello Stretto la si può misurare dalla riscoperta della Sicilia da parte dei grandi ciclisti internazionali. Il primo è Alberto Contador. Lo storico rivale di Nibali non è arrivato per caso sull’Etna. C’era già stato durante il Giro d’Italia del 2011, ma fino ad oggi non si era mai allenato da queste parti e a quanto pare “El Pistolero” non sembra deluso dall’ambiente etneo: «Le salite sembra che non abbiano nulla da invidiare a quelle delle Canarie, dove lavoriamo di solito». Già, Contador è affascinato dal vulcano per eccellenza dell’Europa e guarda caso ha chiamato il suo cane, un maestoso esemplare di danese, proprio “Etna”. Mentre si allena con la sua squadra, la Tinkoff-Saxo, e prova a raggiungere la forma migliore per conquistare Giro d’Italia e Tour de France, Contador si gode il panorama e il contesto naturale che a quanto pare non aveva dimenticato da quella tappa del 2011.

Contador stuzzica Nibali – Contador ha deciso si allenarsi in Sicilia, insieme alla sua squadra, non per carpire qualche segreto del rivale Nibali. Secondo le parole rilasciate dal campione iberico al quotidiano sportivo “Tuttosport”, «rispetto Vincenzo e la nostra non è una provocazione, ma semmai un tributo alla bellezza della sua terra. E poi non è Nibali l’avversario che temo di più per il Tour». Ecco, per Contador non è il messinese l’avversario principale nel 2015, ma Chris Froome. Il britannico, a differenza di Vincenzo Nibali, ha vinto molto meno e ha conquistato il tour del 2013, ma secondo il punto di vista di Contador è lui il pericolo principale. Si tratta di una tattica? Lo spagnolo vuole stuzzicare e provare a innervosire Nibali? Non sorprenderebbe un atteggiamento del genere. In effetti Contador sa bene che Nibali è il ciclista più completo e se è in forma può mettere in difficoltà chiunque. Certo, l’unico che può ostacolarlo è qualche dipendente della Forestale.

Dalle belle salite etnee alle strade piene di buche di Messina – Già, era il 2 gennaio quando Nibali è stato bloccato e non è stato riconosciuto da un suo concittadino. «Stavo salendo da Villafranca verso la località Quattro Strade – racconta Nibali -. C’era un cartello di blocco per il ghiaccio sulla strada, ma comunque pensavo che fosse riferito alle macchine che peraltro ho visto scendere in senso opposto, non a chi andava in bici. Stavo facendo dei lavori specifici ed ero molto concentrato. Così sono passato davanti a una macchina della Forestale che mi ha visto, mi è venuta dietro e per farmi fermare mi ha quasi stretto al bordo della strada. Mi hanno chiesto i documenti, io ho spiegato la situazione ma sono sorpreso di quello è successo. La strada era sicuramente praticabile, della neve caduta a Messina nei giorni scorsi non c’era traccia. Peccato, si è trattato di un malinteso evidentemente, ma qualcosa del genere non mi era mai capitato in carriera!». Già, un esempio di come da queste parti non si è abituati al ciclismo e i ciclisti sono visti come un ostacolo per le macchine che devono sfrecciare in qualsiasi momento della giornata. Poi si sorprendono se il Giro d’Italia non passa da Messina. Ma quali strade dovrebbero percorrere i ciclisti professionisti? Quelle piene di buche di via La Farina o quelle del lungomare? Si tratta di percorsi che andrebbero bene per uno slalom, in quanto i ciclisti dovrebbero impegnarsi a evitare buche e probabili cadute. Caro Vincenzo, pedala, corri più che puoi e allontanati da questa città.

© Riproduzione Riservata

Commenti