Il messaggio di Crocetta – Mentre in Sicilia sono in corso delle indagini per capire se esiste davvero una cellula tra Palermo e Ragusa che sta aiutando i terroristi islamici a infiltrarsi in Europa, il presidente della regione, Rosario Crocetta, ha proclamato nella giornata di ieri il lutto per la strage di Parigi: «A nome mio e di tutti i siciliani esprimo a tutto il popolo francese i sentimenti più profondi di condivisione per il grave lutto che ha colpito la Francia e l’intera Europa, per effetto dei vili attentati terroristici, di matrice islamica, di ieri e di oggi». Inoltre il presidente si è recato nella moschea di Catania, dove ha incontrato la comunità musulmana siciliana e l’imam, con cui ha rivolto un’invocazione per la pace dopo i tragici fatti di Parigi. «Ho voluto portare un messaggio di solidarietà ad una moschea che si è esposta con chiarezza dicendo che l’Islam non è il terrorismo, quindi chi vuole uccidere in nome di Dio non lo può fare», ha sottolineato Crocetta che ha aggiunto: «Se vogliamo combattere il terrorismo dobbiamo dialogare con l’Islam moderato e pacifico che non cerca di imporre la sua legge agli altri, ma rispetta le nostre leggi e lavora per una pacifica coesistenza».

Come reagiranno i siciliani dopo l’attacco terroristico all’Europa? – Ad accogliere il presidente Crocetta è stato Kheit Abdel Hafid, presidente della Comunità islamica di Sicilia e imam della moschea di Catania. «La Sicilia – ha detto l’imam – è un punto di incontro e apre le porte alla città. Qui si tengono corsi di lingua araba con i fratelli del movimento e ci siamo trovati ad affrontare con loro e con i profughi siriani insieme con la comunità Sant’Egidio per diffondere la cultura del dono. Noi siamo parte integrante della società di Catania». In un momento delicato, dove c’è il rischio che l’Europa diventi teatro di scontri religiosi a causa della violenza jihadista, dalla moschea di Catania è arrivato un messaggio di pace. Buon segno, ma questo basterà a sedare gli animi di chi, soprattutto nell’isola del Mediterraneo, sta ingrossando le fila di Matteo Salvini e della sua dura lotta contro l’immigrazione e la cultura islamica? Le prossime settimane diranno in che misura gli attentati di Parigi hanno cambiato la fisionomia del vecchio continente. Sarà curioso comprendere come reagiranno i siciliani e quindi gli europei di fronte a questo violento attacco. Intensificare il dialogo con l’Islam moderato, oppure perseguire una politica più rigida nei confronti di questa realtà?

Intanto appare concreta l’ipotesi di una struttura “siciliana” in supporto dei terroristi – Il presidente Crocetta non sembra avere dubbi e sposerà, anzi l’ha già fatto, la prima opzione. Il puparo l’ha fatto con un po’ di teatrino e con le sue maniere “espansive”, come di solito fa giorno dopo giorno. Però l’impressione è che l’Europa vari misure molto dure contro il mondo islamico incline al terrorismo. Il Primo ministro francese, Manuel Valls, ha parlato di inasprimento delle leggi su internet, mentre in Sicilia le forze dell’ordine stanno realizzando delle verifiche sulla moschea vicino Palermo. Infatti è sempre più concreta l’ipotesi che tra Palermo e le province vicine ci possa essere una struttura di supporto e di accoglienza di affiliati dell’Isis o di Al Qaeda. Insomma, se venisse confermata questa ipotesi sarebbe un duro colpo al tentativo di dialogo instaurato da Crocetta con l’Islam moderato dell’isola.

© Riproduzione Riservata

Commenti