Mancherà la presenza di Pino Daniele – La morte di Pino Daniele ha lasciato più malinconica non solo la città di Napoli, ma tutto il sud Italia. Una voce unica, un innovatore in grado di andare oltre quella regressione post-melodica che caratterizza molti brani degli ultimi decenni. Mancherà la sua persona, la sua presenza. Si, perché anche se non dava nell’occhio con comportamenti eccentrici, era un sollievo sapere che gente come Pino Daniele esisteva. Una consolazione in una società degenerata e con pochi riferimenti. Un vero cantore di Napoli e di tutto il meridione. Pino Daniele è stato in grado di esprimere l’essenza, la spiritualità, i tratti autentici di un sud sporcato dalla povertà, dalla delinquenza e dalle pessime gestioni amministrative (certo, non tutte). Pino Daniele ha avuto l’intelligenza, l’intuito e la bravura di guardare oltre l’evidenza. È andato al di là della siepe, di quello che la gente del sud è costretta a vivere nella sua quotidianità. “Napul’è”, del resto, altro non è che il vero inno del capoluogo campano e bene ha fatto Lorenzo Insigne a proporlo come inno della squadra di calcio partenopea.

Daniele e Battiato, quando la terra si identifica nella musica – Nel meridione, povero di lavoro e ricco di cultura, c’è un altro cantante che da sempre riesce a tirar fuori il meglio dalla sua terra. Si tratta di Franco Battiato. Quante canzoni esposte in dialetto siculo hanno avuto un grande successo. Alzi la mano il siciliano che trovandosi lontano dalla sua terra, per vari motivi, non ha ascoltato qualche brano del maestro Battiato per pensare al luogo natio. Le sue parole, la sua musica e qualche duetto con Giuni Russo e Carmen Consoli racchiudono l’essenza della Trinacria. I suoi gusti, i suoi sapori, le sue innumerevoli contraddizioni, le sue tradizioni. Per tutti questi motivi sia Pino Daniele che Franco Battiato possono considerarsi i veri e grandi cantori del sud. Loro, andando al di là della regressione melodica e del politichese di qualche decennio fa, possono considerarsi i veri interpreti e custodi di una cultura secolare. Non sorprende l’affetto mostrato dalla gente ai funerali di Pino Daniele. Un uomo silenzioso, dalla voce pacata, ma che ha accompagnato per anni la vita dei suoi concittadini e fans. Nelle sue canzoni c’era una parte consistente del meridione.

Un duetto indimenticabile, profondo come il mare – Proprio come in Franco Battiato. Rimarrà nella storia quel brano, “Chi tene ‘o mare”, che venne cantato in duetto da Pino Daniele e Battiato. Il legame più forte tra i due è stato proprio il mare e questa canzone riesce a regalare emozioni irripetibili. «Chi tene ‘o mare s’accorge ‘e tutto chello che succede po’ sta luntano e te fa’ senti comme coce chi tene ‘o mare ‘o ssaje porta ‘na croce. Chi tene ‘o mare cammina ca vocca salata chi tene ‘o mare ‘o sape ca è fesso e cuntento chi tene ‘o mare ‘o ssaje nun tene niente». Difficile commentare queste parole, ma emerge con forza il mare. E mentre si guarda l’orizzonte del mare della Sicilia e di Napoli, c’è qualcosa che va oltre quel confine. Si tratta delle note delle canzoni dei due cantautori destinate a fare compagnia alla popolazione di queste terre ancora per molte generazioni, e speriamo ancora di più.

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