Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

Assessore Caruso: «Nella prossima settimana tornerà tutto nella norma» – Un nuovo capitolo si aggiunge alla storia della scuola dell’infanzia statale e regionale di Taormina, situata nell’ex plesso della Vittorino da Feltre. A quanto pare, questa mattina, non è calato il gelo tra l’amministrazione comunale e la rappresentanza di genitori che si è recata a Palazzo dei Giurati per incontrare il sindaco, Eligio Giardina, e l’assessore alla Pubblica istruzione, Alessandra Caruso. Dopo che il problema dei riscaldamenti si è riproposto, a causa della mancanza di gasolio nella caldaia, l’assessore Caruso ha espresso tutto il suo disappunto e ha ribadito che si tratta di «un problema tecnico. Avevo detto che la questione era stata risolta, ma è evidente che non si è agito in quel senso. Adesso mi sono impegnata in prima persona e nella prossima settimana tornerà tutto nella norma. Nel frattempo cercheremo di risolvere il problema del freddo nel plesso scolastico con delle stufette» e la mensa verrà spostata in un’aula riscaldata. Come hanno riferito alcuni genitori intervenuti all’incontro, «anche il primo cittadino ha dato la sua massima disponibilità».

Il sottobosco tecnocratico – Insomma, la questione dovrebbe risolversi nei prossimi giorni, però il problema non avrebbe dovuto riproporsi. Al di là delle responsabilità della politica, che in un contesto del genere non può non esporsi in prima fila, c’è un’altra questione che ha rallentato la macchina amministrativa ed è quella principale. Si tratta del solito bastone tra le ruote che ostacola sia la città di Taormina che il resto d’Italia. Il riferimento è alla tecnocrazia. Era il 13 luglio del 2013 quando il collega Ernesto Fichera scriveva l’articolo “Taormina, la tecnocrazia che governa la città”. Il pensiero del pezzo era che le «amministrazioni cambiano, ma i dirigenti restano». Difficile dare torto a una simile considerazione. Si tratta, spesso e volentieri, di dirigenti con pieni poteri che rallentano e contribuiscono a inceppare la macchina statale. Un modo di fare che passa sotto silenzio e a pagarne le spese è l’assessore di turno che rischia anche di bruciarsi la propria carriera politica, perché appare agli occhi delle cittadine e dei cittadini come la causa del problema. Invece, nel sottobosco tecnocratico, si annidano le principali cause che si nascondono dietro la politica. Vecchi modi di fare all’italiana, che a Taormina non sono mai passati di moda.

Se un assessore è in balia dei tecnocrati – Nel periodo in cui si discute di snellire l’apparato statale e amministrativo, renderlo più funzionale ed efficiente, sorprende che un problema così grave passi sotto silenzio. Stupisce perché rallenta la soluzione dei problemi della città di Taormina ed è in grado di decidere le sorti degli assessori di diverse amministrazioni, giocando, quindi, un ruolo politico. Magari c’è un assessore competente in giunta, ma quando è costretto a fare da parafulmine a problemi che non dipendono in toto da lui (o da lei), è chiaro che la sua credibilità politica ne risente. Viene ridimensionata soprattutto se si parla di un tema molto sentito come quello delle scuole e dell’istruzione per le nuove generazioni. Insomma, “non si muove foglia che il tecnocrate non voglia”. Nell’attesa di un forte vento che spazzi via il fitto fogliame che si è creato per le vie della perla dello Jonio, l’assessore Alessandra Caruso, come richiesto dai genitori presenti all’incontro mattutino, ha dato la propria disponibilità ad incontrare, nelle prossime settimane, i genitori e tutti i dirigenti per mettere in chiaro i problemi che riguardano la scuola. Un modo per confrontarsi, per fare chiarezza e per comprendere di chi sono le colpe.

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