Foto Angelo Carconi / LaPresse

Alfano ordina «prevenzione e sicurezza» – L’Europa è in allerta per altri possibili attacchi terroristici. Mentre in queste ore Parigi sembra un teatro di guerra, con strade deserte attraversate soltanto da forze dell’ordine e sirene di ambulanze, anche gli altri paesi del vecchio continente hanno aumentato i controlli e la sicurezza presso obiettivi sensibili per attacchi terroristici. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha ribadito che «è stato disposto l’immediato rafforzamento dei dispositivi di vigilanza ed il monitoraggio degli obiettivi sensibili proseguirà con grandissimo impegno». Il capo del Viminale ha spiegato che sotto sorveglianza ci sono non solo i siti istituzionali e i luoghi di culto, ma anche «sedi di giornali, tv e personalità pubbliche che, in ragione della loro attività politica, potrebbero essere oggetto di attenzioni terroristiche». Massima allerta anche in Sicilia, dove a Palermo è scattato il piano di allerta antiterrorismo diramato dal ministro Alfano. Intorno agli «obiettivi sensibili» sono stati schierati l’esercito e le altre forze di polizia. Il timore è che i fanatici islamici possano replicare le loro gesta anche nell’isola del Mediterraneo.

Se la Sicilia diventa la porta d’accesso per terroristi – All’ingresso dei Cantieri della Zisa, dove ha sede il centro culturale francese, i custodi del comune hanno avuto disposizione di controllare con maggiore cura auto e persone che entrano nell’area. Le pattuglie di polizia e carabinieri hanno iniziato invece a fare ripetuti passaggi sotto lo studio del console onorario francese a Palermo, il notaio Franz Salerno Cardillo, che si trova nel salotto buono della città, in via Principe di Belmonte. Nella lista degli «obiettivi sensibili» attorno a cui è stata allertata la vigilanza c’è anche l’agenzia consolare americana. In via Vaccarini è impegnato anche l’Esercito. Nessun allarme specifico, ma «prevenzione e controllo» sono le parole d’ordine in queste ore. Il timore, e su questo sta indagando la Procura di Palermo insieme alla Digos, è che la Sicilia diventi la porta d’accesso per molti terroristi che si confondono tra le centinaia di extracomunitari che sbarcano lungo le coste siciliane. In realtà si tratta più di semplici ipotesi, perché i servizi segreti avrebbero svolto diverse analisi intorno a un simile fenomeno.

Indagini in corso su un’ipotesi inquietante – Si sta verificando l’esistenza di una struttura di supporto e accoglienza agli infiltrati degli sbarchi. Una pista porterebbe ad alcuni extracomunitari che risiedono nel ragusano, ma anche in provincia di Palermo, a Villabate. Si tratterebbe di giovani che hanno un regolare permesso di soggiorno, che vivono da anni in Sicilia e avrebbero il compito di aiutare i membri delle organizzazioni terroristiche a trasferirsi al nord Italia o all’estero senza troppi problemi. Un’organizzazione capillare, ben strutturata che riesce a sfuggire all’occhio dei controlli. Intorno all’indagine c’è il più totale riserbo, ma a quanto pare l’inchiesta è partita dopo la scoperta di alcune fotografie ritrovate nei telefonini di cinque extracomunitari controllati nei mesi scorsi a Lampedusa. I migranti sono abbigliati in assetto da guerra, con in mano kalashnikov. Sono due siriani, due libici e un egiziano. Adesso sono sospettati di essere terroristi dell’Isis infiltrati fra i disperati che cercano una nuova vita lungo la rotta del Canale di Sicilia.

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