I trasporti integrativi per Ustica sospesi dal primo settembre 2014 – È partita qualche giorno fa la campagna online per sensibilizzare e informare opinione pubblica e media sul tema dei trasporti integrativi da e per l’isola di Ustica, sospesi dal primo dicembre 2014 a causa del mancato espletamento da parte della regione siciliana, entro i termini previsti, della gara per il riaffidamento dell’incarico, che fino al 30 novembre scorso era stato assicurato dalla società Usticalines. Il quotidiano locale “Buongiorno Ustica” ha promosso questa campagna con l’obiettivo di smuovere le acque, nel senso letterale del termine. Una vicenda che con il trascorrere delle settimane rischia di diventare un disagio e un grave problema economico per gli abitanti del luogo e imprenditori. Già, perché senza collegamenti non arriveranno turisti e nei prossimi mesi una situazione del genere potrebbe mettere in crisi albergatori e altre figure legate all’ambiente. A quanto pare, secondo Federalberghi Sicilia, è assordante il silenzio delle istituzioni sul problema dei collegamenti marittimi con le isole minori della Sicilia.

Che senso ha parlare di turismo se i trasporti non funzionano? – Niente di nuovo sotto il sole della Trinacria. Si tratta delle ennesime dichiarazioni da parte di chi cerca di porre l’attenzione sul problema dei trasporti nell’isola del Mediterraneo, perché senza trasporti non è possibile rilanciare il settore turistico nell’isola. Possono farsi tutti i discorsi di questo mondo. Si può mettere nero su bianco qualsiasi progetto all’avanguardia, ma se un viadotto crolla dopo dieci giorni dalla sua inaugurazione, i collegamenti con le isole minori sono carenti e quelli aerei sono stati ridimensionati, per non parlare delle tratte ferroviarie, la Sicilia viene tagliata fuori, a priori, dal circolo turistico internazionale. A rimarcare il problema dei collegamenti tra la Sicilia e le isole minori ci ha pensato Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Eolie e Isole Minori della Sicilia, che ha definito la situazione “allarmante”: «Già dall’1 dicembre 2014, Ustica e le Isole Pelagie sono prive dei servizi integrativi a contributo regionale che le collegano con la terra ferma. I bandi che ne avrebbero dovuto prorogare i servizi sono miseramente andati deserti, anche in considerazione dei ridotti importi a base d’asta messi a disposizione dalla regione».

Le paure di Del Bono. Oltre alle Eolie e alle Egadi, rischia anche Pantelleria – Secondo il presidente Del Bono è un problema che rischia di estendersi anche agli altri contratti relativi ai servizi integrativi con le altre isole della Sicilia: «Rischiano, inoltre, di fare la stessa fine i contratti relativi ai servizi integrativi con le altre isole della Sicilia. Infatti, oltre a quelli che regolano i collegamenti con le Eolie e le Egadi, in scadenza a fine anno, anche la tratta estiva di Pantelleria al momento risulta a rischio, considerato che questa avrebbe dovuto essere attivata nell’ambito della gara andata deserta per Ustica. Sono anni che denunciamo tutta una serie di disfunzioni relative ai collegamenti marittimi – ha concluso Del Bono – e molte di queste sono dovute alla mancata rimodulazione degli itinerari orari. Si tratta, come già dichiarato più volte, di procedere ad un’ottimizzazione di orari e tratte sulla base delle somme messe a disposizione dallo Stato e dalla regione».

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