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Umberto Eco ci invita a riflettere – «Quel che è certo è che sono cambiate le modalità della guerra, c’è una guerra in corso e noi ci siamo dentro fino al collo, come quando io ero piccolo e vivevo le mie giornate sotto i bombardamenti che potevano arrivare da un momento all’altro a mia insaputa. Con questo tipo di terrorismo, la situazione è esattamente quella che abbiamo vissuto durante la guerra. […] Ma certo lo si può dire dell’Isis, che è una nuova forma di nazismo, con i suoi metodi di sterminio e la sua volontà apocalittica di impadronirsi del mondo». Questo è il pensiero del semiologo e scrittore Umberto Eco, pubblicato nell’edizione odierna del “Corriere della Sera”. Parole che hanno già aperto un dibattito in Italia e in Europa. Pensieri che sono stai estrapolati anche da Skytg24 come oggetto del sondaggio giornaliero, per chiedere alle persone se sono d’accordo o meno con l’autore del “Nome della rosa”. In queste ore i social network sono inondati da vignette del giornale satirico francese “Charlie Hebdo”. Una dimostrazione d’affetto, di solidarietà verso le vittime. Una voglia di manifestare, seppur a milioni di chilometri di distanza, il principio innegabile della libertà di stampa. Imperativo categorico della società occidentale.

Se una parte della sinistra non ha compreso Oriana Fallaci – Però, accanto a vignette di qualsiasi genere e l’ormai classica frase “Je suis Charlie”, si trova un’altra affermazione in controtendenza che si scaglia contro Oriana Fallaci. Molti utenti di Facebook e Twitter scrivono “basta dire che Oriana Fallaci aveva ragione”. Spesso questa frase viene partorita dalle tastiere di chi si considera di sinistra e poco importa, in questo contesto, la differenza tra renziani e non. Si tratta di un modo di pensare in grado di andare oltre la dicotomia della sinistra nostrana. Non c’è Bersani, Renzi o Cuperlo che tenga. Anche, se a dire la verità, il premier si è sempre dimostrato all’avanguardia in politica estera. Lo stesso, però, non si può dire per una parte dell’elettorato che lo sostiene. Ritornando alla frase “basta dire che Oriana Fallaci aveva ragione”, c’è da dire che il riferimento è al libro pubblicato dalla scrittrice fiorentina, per i pochi che ancora non lo sanno, nel 2001, all’indomani dell’attentato alle Twin Towers. Si tratta de “La rabbia e l’orgoglio”, il primo libro della sua interessante trilogia. L’uscita di quel testo fece subito scalpore.

Quando la Fallaci era una “pazza” offesa anche da Jovanotti – Le sinistre occidentali, con in testa quella italiana, si scagliarono contro Oriana Fallaci. Le offese, legate alla sua malattia, furono all’ordine del giorno. Anche il cantautore Jovanotti, nel singolo “Salvami”, le dedicò un verso polemico: «La giornalista scrittrice che ama la guerra, perché le ricorda quando era giovane e bella». Insomma Oriana Fallaci venne etichettata come una signora anziana, malata e in preda alla degenerazione mentale. Un quadro distorto della realtà. Una visione grottesca, un’ipocrisia grande come una casa per chi diceva di sentirsi offeso dalle “battute” di Silvio Berlusconi. Il tempo, però, è galantuomo. Soprattutto nei confronti di una donna raffinata, dai tratti eleganti come Oriana Fallaci. Così, con il passare degli anni, tra un attentato terroristico e un altro, tra nuovi inquilini alla Casa Bianca, all’Eliseo e a Palazzo Chigi, l’opinione di molti cittadini è cambiata. Oriana Fallaci non è più quella “pazza” del suo ultimo scorcio di vita, ma una giornalista che è stata in grado di porre lo sguardo al di là dell’orizzonte. Quelle considerazioni all’indomani de“ La rabbia e l’orgoglio” furono premature e autolesioniste per lo strato culturale di sinistra, che consegnò al pensiero leghista e di destra una donna che nella sua vita aveva fatto del progressismo una ragione di vita. Tafazzi e ritafazzi storici, per parafrasare Vico. Però, a quanto pare, niente è stato appreso in questo scorcio di tempo da una parte della sinistra italiana.

Il rischio di commettere lo stesso errore con Umberto Eco – Dopo aver letto il pensiero di Umberto Eco, viene in mente il paragone con Oriana Fallaci. Magari qualche intellettuale da salotto radical-chic, qualche estremista di sinistra etichetterà il semiologo italiano come “rincoglionito”, ma in realtà, guardando il mondo che cambia (e lo fa con rapidità) non si può che essere d’accordo con il pensiero di Umberto Eco. Che l’Isis persegua piani di espansione, che addirittura includerebbero parte dell’Italia e della Spagna, e per farlo sono pronti a tagliare la testa e a uccidere chiunque, è un dato di fatto. È sufficiente vedere qualche documentario sui seguaci della bandiera nera del Califatto, per rendersi conto che lo Stato islamico che vogliono creare sembra una riedizione del Terzo Reich di Hitler. Intolleranza, odio verso gli ebrei e chi resiste e in generale verso il mondo occidentale. È anche vero che siamo in una guerra. Diversa e molto più imprevedibile. Gli jihadisti vengono reclutati in vari modi, anche tramite le nuove tecnologie. Si spacciano per la nuova resistenza a un mondo globale, ma in realtà vogliono far piombare la vicina Europa, debole e disorientata a causa della crisi economica, in un oscurantismo paragonabile a quello della loro bandiera. Minano all’essenza dell’Europa e dei suoi più grandi pensatori. Che sia arrivato il momento giusto per riscoprire, senza puzza sotto il naso, le nostre radici occidentali?

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