Inconsueto e interessante l’ebook di Vincenzo Pellegrino “La tessera di grigio crisoprasio e I dieci fogli di Taormina” (Contanima, 2015) con un saggio introduttivo sulla poesia. Inconsueto perché raramente trovi nello stesso volume generi letterari diversi tra di loro come in questo caso, un saggio seguito da poesie e poemi. Interessante perché l’autore-poeta ti accompagna in un cammino impervio fatto di discese pericolose e salite ripide attraverso la bellezza assoluta simbolizzata qui da Taormina. Taormina quindi musa ispiratrice di bellissimi frammenti poetici che la raccontano in ogni suo angolo, in ogni sua stagione, in ogni sua atmosfera. Taormina messa a nudo e rivestita splendidamente, luogo arcano e comprensibile, posto mitico e reale, prescelto dagli Dei e abitato dagli uomini. Il corpo di navigante, l’occhio attento del viaggiatore, l’animo gentile del poeta così la vede, la percepisce e la descrive. E noi nati e cresciuti in questa terra capiamo di non amarla abbastanza di non averla capita sino in fondo.

Per Vincenzo Pellegrino a Taormina “l’energia è nell’aria che si preghi si tenda si implori o si pretenda l’energia è nell’aria e non attende che le si dica venga perché vibra senza fine col vibrare delle foglie”. Per l’autore-poeta, che nel saggio introduttivo si chiede e ci chiede se esiste un luogo geografico della poesia, la risposta giunge semplice dopo una ricerca difficile che attraversa il mondo reale e quello interiore, l’empirismo e l’idealismo,  il fisico e il metafisico. Giunge dopo aver sostato nel luogo dove avviene la concentrazione più profonda e la giusta disposizione verso le cose e verso gli altri: in una stanza tutta per sé. Giunge dopo aver attraversato quel luogo di passaggio obbligato da dentro a fuori e viceversa: la soglia di accesso reale e simbolica di ogni mutamento. Giunge soprattutto nel luogo dove siamo nati, cresciuti o che amiamo di più, dove ci troviamo, ritroviamo, ci incontriamo e scontriamo, dove troviamo la concentrazione, la giusta disposizione: il paese natale o un luogo reale che alimenta in noi la forza della speranza.

Per Vincenzo Pellegrino la risposta e quel luogo è Taormina: posto ideale evocativo ricco di storia e di storie, di vibrazioni, di profumi e di colori.  E come Sisifo che aveva osato sfidare gli dei e per punizione deve spingere un masso dalla base alla cima di un monte in questo libro la salita, l’attesa e la discesa del mito assumono un pieno significato nell’essenza stessa della poesia e il crisoprasio una volta indossato ti rende consapevole che il sacro è proprio vicino a te, basta cercarlo.  Il libro di Vincenzo Pellegrino è un atto d’amore verso la nostra città. Pellegrino ne ha colto l’anima e ne è entrato in empatia, confermando ancora una volta come uno “straniero” riesce a leggere meglio i caratteri di questa città. Molti di noi, forse, non riusciamo neanche più a emozionarci davanti a un tramonto come quello che solo Taormina ci sa dare.

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