Borsa di Studio Flaviana Ferri (Foto Rosetta Giordanella)

La Borsa di Studio del Comune di Taormina intitolata alla memoria di Flaviana Ferri Briguglio è stata consegnata stamattina (mercoledì 7 gennaio) nell’auditorium dell’I.I.S.S. “Salvatore Pugliatti” di Trappitello – Taormina, alla presenza del Sindaco Eligio Giardina e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione – Servizi Educativi e Scolastici – Servizi Sociali e Terza Età – Sanità – Pari Opportunità – Cultura, Alessandra Caruso, a due studenti diplomati lo scorso anno per il loro impegno nel percorso didattico e soprattutto lo studio e il risultato dell’ultimo anno:  Elio del Liceo Classico Santa Maria di Gesù Redentore e Daniele appunto del Pugliatti. La Borsa di studio nata sette anni fa è stata istituita dalla presidenza del Consiglio Comunale di Taormina e dedicata alla memoria di Flaviana Ferri.

Flaviana Ferri, scomparsa nell’ottobre del 2008 a soli 48 anni, ha lasciato un ricordo tuttora indelebile nella comunità taorminese che in massa con profondo dolore partecipò ai suoi funerali. Giovane donna del nord che trentacinque anni fa scelse per amore Taormina come sua casa, radicandovi i suoi affetti, realizzando con successo, insieme alla famiglia, la sua attività imprenditoriale, e costruendo al contempo una rete di rapporti personali che la portarono ad essere un costante punto di riferimento per molti, Flaviana Ferri era una donna determinata ma sempre dai modi gentili. Flaviana era una persona di rara saggezza e di profonda ricchezza morale che in tutto ciò che faceva metteva sempre il “cuore”. Sia che si occupasse delle location di film famosi, come “Il piccolo diavolo” di Roberto Benigni girato appunto a Taormina sia che si battesse per non fare chiudere la Scuola Media e il Liceo Classico Marista e far perdere a Taormina e al suo hinterland una importante risorsa culturale. Perché Flaviana considerava imprescindibile, per lo sviluppo futuro di Taormina, favorire quanto più possibile il binomio “cultura-giovani”.

Un momento della premiazione con Milena Privitera e Roberto Gugliotta - Foto di Rosetta Giordanella
Un momento della premiazione con Milena Privitera e Roberto Gugliotta – Foto Rosetta Giordanella

A premiare Elio e Daniele, Alessio e Giovanna, figli di Flaviana, una passaggio del testimone di amore e determinazione che il futuro è e dev’essere dei giovani. Per rafforzare il testamento di Flaviana Ferri l’Associazione Arte e Cultura di Taormina, presieduta da Maria Teresa Papale amica intima di Flaviana, ha organizzato un incontro sulla legalità, le regole, lo sport con il giornalista, scrittore, coacher di pallacanestro, Roberto Gugliotta. Fondatore del primo giornale online di Messina e provincia IMGPress, Gugliotta tra il 2004 e il 2007 pubblica sotto l’etichetta appunto del suo stesso online: “Messina capitale d’Italia, Messina Campione d’Italia, La volpe e il cacciatore e Franzantonio, Matteo Bottari: l’omicidio che sconvolse Verminopoli”, analizzando e denunciando, senza peli sulla lingua o meglio sulla penna, l’inquietante intreccio di poteri che imbriglia la società messinese e ricevendone in cambio una serie di querele per diffamazione. Provocatore, si vede già dai titoli dei suoi libri, lo sguardo di Roberto verso la sua città, la società di cui fa parte, la terra dove vive è sempre dalla parte di chi vuole scoprire la verità, accertare come siano andate le cose e individuare eventuali responsabili. Per lui non basta questo e decide di andare nelle carceri a intervistare prima i “picciotti” e poi anche i brigatisti: “Mi chiamo Maurizio, sono un bravo ragazzo e ho ucciso ottanta persone e Il picciotto e il brigatista”. Roberto però oltre che a parlare del suo essere giornalista e scrittore di inchieste e denunce ha dialogato con i numerosi ragazzi presenti, e con questo li ha colpiti particolarmente, sulla legalità e sull’importanza di praticare uno sport. Educare allo sport e alle sue regole significa trasmettere valori come responsabilità, tolleranza, lealtà, sana competizione, spirito di squadra. Chi pratica uno sport con passione come hanno testimoniato Vincenzo e Andrea, giovanissimi giocatori di pallacanestro e palla a volo, impara a conoscere meglio se stessi e gli altri.

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