Mario Turchetti
Prof. Mario Turchetti - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2014

Questa sera in un noto albergo della Perla sarà consegnato il prestigioso premio “Città di Taormina”. Il premio giunto ormai alla sua VII edizione è stato organizzato e voluto dalla presidenza del Consiglio comunale a suo tempo retta da Eugenio Raneri e oggi da Antonio D’Aveni. È un riconoscimento conferito a personalità taorminesi che si sono particolarmente distinte nei vari campi dello scibile, delle arti e delle professioni. Quest’anno l’amministrazione comunale ha deciso di conferire l’ambito premio all’attrice teatrale Rita Patanè e al professor Mario Turchetti. Rita Patanè è molto nota in città per il suo impegno teatrale che ha fatto si che gli spettacoli ai quali essa ha preso parte travalicassero la notorietà regionale. Tanti i ruoli che la stessa ha interpretato, contribuendo ad attribuirle la definizione di “attrice versatile e multiruolo” con delle performance memorabili e uniche.

Mario Turchetti nel 1968 ha conseguito il diploma di pianoforte al “Conservatorie de Musique di Ginevra” e nel medesimo anno dopo essersi laureato a Messina in Filosofia con 110 lode e diritto di pubblicazione alla scuola di Girolamo Cotroneo, prosegue gli studi e nel 1982 consegue il dottorato presso la “Faculté des Lettres dell’Università di Ginevra” con una tesi su “Concordia o tolleranza: Francois Baudin e i Moyenneurs”. Dal 1973 al 1983 ricopre il ruolo di Assistente ordinario alla Cattedra di Storia della Filosofia dell’Università di Messina ove nel 1986 viene nominato Professore associato di Storia delle dottrine politiche. Nel 1988 ricopre l’incarico di Professore Associato (Maître d’enseignement et de recherche) alla Chaire d’Histoire moderne della Faculté des Lettres di Ginevra. Nel 1993 diventa Professore Ordinario alla Cattedra d’Histoire moderne della Faculté des Lettres dell’Università di Friburgo. Turchetti ha anche insegnato, in qualità di Professore Invitato, alla Cattedra di Philosophie de la Renaissance dell’Università di Tours, alla Cattedra d’Histoire moderne dell’Università di Neuchâtel e alla Cattedra d’Histoire moderne dell’Università della Sorbona-Paris IV. I suoi temi di ricerca preferiti sono la storia della libertà e della libertà di coscienza e la problematica della tolleranza all’epoca moderna, temi che l’hanno portato a elaborare un saggio storico su “Tyrannie et tyrannicide de l’Antiquité à nos jours” (Paris, Presses Universitaires de France, 2001,” Fondements de la politique”, Classiques Garnier 2013).

I suoi interessi storici, specialmente per l’Europa dal XVI al XVIII secolo, vanno di pari passo con la messa a punto dei criteri metodologici della ricerca, da cui provengono gli studi su alcune “Questions mal posées” dalla storiografia. Una parte considerevole della sua attività è rivolta a chiarire concetti fondamentali e di uso corrente nel pensiero politico giuridico contemporaneo, la cui confusione compromette le riflessioni e i dibattiti su questioni spesso vitali: le distinzioni fra tolleranza e concordia, fra assolutismo e sovranità, fra dispotismo, tirannide e dittatura, fra licenza di terrorismo e diritto di resistenza, studiate sempre dalle origini ai giorni nostri. Primo e unico storico del Male in Politica dalle origini ad oggi, nel suo libro “Tyrannie et tyrannicide de l’Antiquité a nos jours”. A Taormina, in suo onore, il 24 aprile 2003, in occasione della presentazione del libro “Tyrannie et tyrannicide” venne organizzato presso la Fondazione Mazzullo un Convegno internazionale. Tra le conferenze recenti ricordiamo quelle tenutesi nel 2014: all’Università di Rotterdam il 7 febbraio, quella del 6 marzo alla Sorbona-Parigi IV e il 24 giugno al St. Anne’s College di Oxford. Nel 2015 i prossimi appuntamenti si terranno il 7 febbraio a Lovanio e a Madrid il 26 maggio.

In suo onore le due Università di Parigi-Sorbona (Storia moderna) e di Parigi-Cartesio (Filosofia politica) organizzeranno il 7 marzo 2015 un Congresso internazionale che avranno come oggetto le sue pubblicazioni bilingue latino – francese (del Cinquecento) dei “Sei libri della Repubblica “di Jean Bodin (Parigi, Garnier Classiques 2013; vol.2, 2015), il più importante trattato del pensiero giuridico e politico del Rinascimento Francese. Ma a Mario Turchetti piace soprattutto ricordare gli affetti familiari: l’amore per la musica trasmessagli da papà Galliano, maestro di molti noti politici taorminesi tra i quali l’ex Sindaco Mauro Passalacqua e l’ex assessore comunale Costantino Papale. Dalla scuola musicale di Galliano Turchetti provengono i docenti Maurizio e Vincenzo Gullotta, che insegnano nelle scuole e nei Conservatori italici. Maurizio Gullotta è stato inoltre uno dei più apprezzati direttori dell’Orchestra a Plettro Città di Taormina. Turchetti ricorda anche la mamma Maria che gli ha trasmesso la passione per il nuoto e che grazie ai preziosi consigli sulla respirazione e la bracciata dello “zio Salvatore” (Fichera ndr), noto campione di nuoto del secolo scorso, lo ha portato a vincere a Bologna, ad appena 14 anni, nel 1958 i campionati italiani di stile libero. Si tratta di un taorminese di successo nel mondo e nel 2011, negli States, gli è stato consegnato il titolo di “Uomo dell’anno”.

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