Il viadotto crollato sulla Palermo-Agrigento
Il viadotto crollato sulla Palermo-Agrigento

Le minchiate e la Sicilia, un binomio inscindibile – «Il viadotto Scorciavacche 2, sulla Palermo-Agrigento, inaugurato lo scorso 23 dicembre e costato 13 milioni, è crollato. Solo per una fortunata coincidenza non si è fatto male nessuno, ma questo non cambia di una virgola le colpe dei colpevoli. Ho chiesto ad Anas il nome del responsabile: è finito il tempo degli errori che non hanno mai un padre. Pagheranno tutto». Ha usato parole molto dure il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che nella giornata di ieri, su Twitter, ha manifestato tutto il suo disappunto.

Secondo il premier è #finitalafesta e il responsabile pagherà tutto. Ma questo Renzi lo sa o non lo sa come vanno queste cose in Sicilia? Eppure il film su Peppino Impastato nella scena in cui viene denunciata la “strana” costruzione di una strada che «gira e si rigira, si rivota su se stessa per non far annoiare gli automobilisti” avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Ma da dove viene questo Renzi? Cosa pretende? Qua siamo nella terra dove la parola “minchia” entra in qualsiasi affermazione e di conseguenza le “minchiate” sono all’ordine del giorno. A noi ci piace così, tanto poi esce il sole, l’Etna erutta e sommerge di cenere qualche centro abitato nelle vicinanze e così è più facile voltarsi dall’altro lato e far finta di “nenti”.

“Cumpari vaia, chi ci fa? Chi succidiu?” –  Anche il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha espresso il proprio disappunto: «Il crollo del viadotto sulla Palermo-Agrigento, è un fatto inaudito e inaccettabile. Ho immediatamente chiesto all’Anas una relazione dettagliata sull’appalto, sui lavori e anche sulla commissione di collaudo. C’è chi l’ha costruito male, chi non ha controllato che i lavori fossero fatti a dovere e chi ha dato il via libera alla circolazione. Ora ogni negligenza o irresponsabilità in tutto questo non verrà assolutamente giustificata». E ci tornano. Forse non hanno ben compreso il pensiero filosofico che si trova come pilastro fondante di questa terra: “cumpari vaia, chi ci fa? Semu amici, no?”. Ecco, appunto. Nel pensiero del “compare vaia” c’è tutta l’assenza di responsabilità che da queste parti va così di moda al punto di diventare un modo di fare. Nessuno si assume responsabilità, inizia lo scaricabarile (“cu minchia fu?”) e anche negli atteggiamenti più semplici, quotidiani, si può scorgere un problema del genere.  E a tal proposito l’Anas ha contestato al contraente generale cui è affidata l’esecuzione dell’opera il difetto di esecuzione, disponendo l’installazione di un sistema di monitoraggio di tutte le strutture su cui si regge la strada e ordinando il ripristino della carreggiata nel più breve tempo possibile.

Le parole della ditta costruttrice – I lavori sono stati realizzati dalla Bolognetta Scpa, un raggruppamento di imprese tra Cmc di Ravenna, Tecnis e Ccc, e anche dalla ditta costruttrice è arrivata una replica: «Il cedimento della sovrastruttura stradale è riconducibile ad un cedimento del terreno di fondazione del corpo stradale con innesco di uno scivolamento verso valle di parte del rilevato, si tratta quindi di movimento di roto-traslazione. Nessuno dei sopracitati fenomeni, cedimento in fondazione e scivolamento verso valle, interessa le nuove opere costituite dai viadotti “Scorciavacche1” e “Scorciavacche2”». Serve aggiungere altro?

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