Pino Daniele

È morto Dino Daniele stroncato da un infarto dopo una vacanza a Courmayeur. Il suo amico e collega Eros Ramazzotti è stato Il primo a dare la tragica notizia sul web, postando una foto del cantante sorridente e ha scritto: «Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perché eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo». Tutti i cantanti italiani ne piangono la morte, e il vuoto straordinario che comunque tutto l’ambiente sentirà. Una malinconia e una tristezza che potrebbe essere raccontata in musica solo con una sequenza musicale di accordi minori e di seste napoletane.

Alle origini napoletane era tornato con l’ultimo lavoro in cui risuonava nero a metà con la band originaria del 1980. Non è molto semplice evitare di cadere nell’ovvietà parlando di Pino Daniele come grande musicista e cantautore. È stato il nero a metà, un americano della Napoli che voleva rinascere, sapendo della grande tradizione che aspettava che passasse la “ nuttata”.  È stato il lazzaro felice, un uomo on the road che pur avendo un sacco di cose da dire come cantautore, e la sua cultura e la sua Napoli gliene offriva di cose da dire, ha sempre tenuto in primo piano una raffinatezza e una pulizia del lato musicale del suo racconto.

Chitarrista sopraffino e curioso, sempre attaccato alla musica, si è circondato di grandi musicisti e grandi esecutori, per tutta la sua esperienza artistica donando una straordinaria nobiltà e poesia alla parola musicante. Daniele ha spesso lavorato sulle contaminazione, facendo fare quasi sempre un passo in avanti alla musica in ognuna delle sue sperimentazioni. È andato addirittura oltre Carlos Santana, unendo il già ricco patrimonio culturale e musicale napoletano con tutta la musica mediterranea, oltre a farlo diventare un genere che si imbeveva di musica blues e del sapore di tutta la musica continentale americana da nord a sud. Si è speso per tutta la vita in una sperimentazione continua di sonorità che hanno creato uno stile inconfondibile da vero musicista di World Music mantenendo con estrema semplicità e saldezza la sua personalità, anche con l’utilizzo sapiente di una Voce che dal punto di vista timbrico era già un marchio e che usava alle volte con un falsetto che gli aggiungeva un gusto particolare.

Di tante sue canzoni abbiano colorato le pagine della nostra vita, ma forse “Nero a metà” rimane uno dei suoi lavori più intensi, la sintesi geniale del suo essere veramente un artista a tutto tondo dal punto di vista delle influenze, anche se è difficile trovarne qualcuno che non è degno di nota. Personalmente siamo molto legati ad una esibizione che poi avrebbe portato alla realizzazione di un album live, «E sona mo´».

Era una serata tiepida di maggio del ’93; sembrava passato un secolo da quando aveva aperto a Milano il concerto di Bob Marley, e sembrava lontano, anche se non lo era, il periodo in cui il suo cuore aveva dato i primi segnali di affaticamento, che lo avevano portato a rallentare il ritmo dei suoi concerti.

E la cittadina di Cava dei Tirreni lo aveva accolto con il consueto calore.

La scenografia di quel palco era abbastanza scarna, per quello che era lo stile degli anni ’90 e anche la formazione era abbastanza ristretta. Alle ambientazioni sonore e alla tastiera c’era Antonio Annona. Alle percussioni la figura femminile di Carol Steele. Una formazione ridotta, che però grazie agli arrangiamenti del grande Pino Daniele e alla forza delle sue canzoni rese possibile lo scorrere di un canale emotivo decisamente forte, che trascinò veramente una sensazione unica perché la musica prendeva l’anima. Tra le tanti canzoni di quella sera ce n’era una che diceva del legame dell’artista sentiva con la terra siciliana.

La canzone che era inserita in altri due album era Sicily, ed era una canzone il cui alla parte musicale aveva contribuito uno dei grandi maestri internazionali che lo hanno accompagnato durante la sua carriera, Chick Corea.

«Io son pazzo di te , ‘e chesta furtuna
Sicily…  terra e nisciuno
Un posto ci sarà per essere felici
cantare a squarciagola e dirci tutto quello ca vuò».

Di sicuro adesso Pino Daniele sarà in un posto dove si può essere felici e dire tutto quello che vuole, e noi continueremo a lungo a sentirne le note e la voce.

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